contatto Pochi eventi sono più presenti del contatto. Potremmo dire che, essere in contatto, è l’atto che ci radica nel presente.

Forse è per questo che cerchiamo continuamente atti sostitutivi del contatto. E’ più facile il contatto virtuale che reale. Immaginare un incontro che averlo.

Eppure è lì, nell’incontro con il mondo, che si genera il contatto e, quindi l’intimità.

E’ nel sostare del contatto che sviluppiamo il nostro grounding.

E’ lì che creiamo uno spazio che non è “io” o “tu” ma è noi.

Perché, strano a dirsi, nel contatto i confini si mischiano e scopriamo la nostra interconnessione.

Se siamo in contatto con i nostri corpi, siamo felici di far parte della natura e di dividere con essa i suoi splendori (…). Il piacere è la forza creativa della vita. È l’unica forza abbastanza possente da opporsi alla potenziale distruttività del potere.”

© Nicoletta Cinotti 2014        Abitare il presente
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