Molte persone vivono un contrasto fondamentale tra il loro desiderio di essere amati e una profonda convinzione – spesso tenuta nascosta – la convinzione di non essere amabili. Questo conflitto è molto lacerante perché una parte si comporta in modo da fare di tutto per essere amati: è disponibile, accondiscendente, socievole, passa sopra alle tensioni e alle difficoltà.

Ma l’effetto di tutto questo non è per niente rassicurante perché la convinzione di non essere amabile lascia un segno profondo, lascia un dubbio. Così ogni tanto possiamo equivocare quello che accade come un segno, una conferma di questa essenziale intima certezza. Non siamo amabili malgrado tutto quello che facciamo per essere amati.

È una specie di bulimia d’amore rinforzata dal dubbio di non essere amabili. Nella bulimia vogliamo mangiare tutto il possibile per riempire un vuoto incolmabile. Temiamo le conseguenze e quindi cerchiamo di eliminare il cibo che abbiamo mangiato in qualche modo. Nel contrasto fondamentale tra il desiderio di essere amati e la convinzione di non essere amabili facciamo qualcosa di simile. Facciamo troppo: siamo troppo generosi, troppo disponibili, troppo accondiscendenti e quel troppo si trasforma nell’interruttore di accensione della tragedia; appena accade un minimo disguido che sembra confermare la nostra non amabilità “vomitiamo fuori” tutto l’impegno che abbiamo messo, inutilmente, nel nostro tentativo di sedurre. L’amore però non si può comprare: non ha prezzo.

L’amore non è una torta che si divide a fette: se qualcuno ha una fetta bella grande a noi ne arriva comunque la stessa quantità. Non siamo amati per i nostri meriti, né odiati per i nostri demeriti. L’amore è un atto gratuito, spesso involontario. È un atto libertario: può essere dato e può essere tolto. Noi possiamo coltivare il terreno in cui seminare l’amore. Il primo passo è quello di considerare che la convinzione di non essere amabili è solo una delle tante allucinazioni percettive della nostra mente. Basta fare un passo indietro e tornare alla giusta prospettiva per vedere che non è così, non è proprio così. Abbiamo tanti dubbi: nascono dal fatto che mente e corpo non sono insieme. Non ha sempre ragione la mente: solo urla più forte. È solo più prepotente, non più saggia!

Quando corpo e mente non sono sincronizzati a volte la mente è breve e il corpo è lungo oppure la mente è lunga e il corpo è corto. Così siete impacciati persino nel prendere un bicchiere d’acqua. Siete troppo distanti o troppo vicini. Chogyam Trungpa

Pratica del giorno: Lasciar andare il dolore del passato

© Nicoletta Cinotti 2020 Reparenting ourselves

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