Non siamo abituati a pensare che corpo e memoria siano in relazione eppure molte delle nostre abitudini sono strutturate sulla base delle sensazioni piacevoli che il nostro corpo riceve facendole. A tutti noi sarà capitato di sentire un odore e ricordare improvvisamente qualcosa della nostra infanzia o accorgersi di fare certe azioni, come le faceva nostro padre e nostra madre. Ma che relazione c’è tra corpo e memoria e come possiamo utilizzarle clinicamente?

Memoria e neuroscienza

Gli attuali studi sulla memoria devono molto al contributo di Eric Kandel, premio nobel della medicina, che, grazie alle sue ricerche arrivò ad ipotizzare che le nostre esperienze modificano la struttura delle nostre connessioni sinaptiche. L’apprendimento e la memorizzazione attivano reti neurali di risposta che vengono consolidate attraverso la ripetizione. Questo seleziona delle reti di risposta neurali che ci rendono adatti a vivere nel particolare ambiente in cui nasciamo: un apprendimento che viene sostenuto dalla memoria e dalla ripetizione. Impariamo e ricordiamo le esperienze in modo da formare modelli di risposta consolidati. Le precedenti esperienze, memorizzate, diventano il nostro stile abituale di risposta. Su questa rete di esperienze base avvengono gli apprendimenti successivi.
Questa associazione funzionale fornisce una integrazione spazio-temporale tra le esperienze presenti e il passato ed è la base essenziale della nostra capacità di ricordare.

Sistemi di memoria

Fino agli anni ’90 si parlava di MBT(memoria a breve termine), MLT (memoria a lungo termine) e memoria di lavoro. Oggi la distinzione più significativa è tra memoria esplicita e memoria implicita. La memoria esplicita si riferisce alla rievocazione cosciente di fatti ed eventi. E’ associata all’esperienza del ricordare e comprende la memoria semantica e autobiografica, richiede la partecipazione della coscienza e una attenzione focalizzata sia nei processi di registrazione che di recupero. La memoria implicita non presuppone uno stato consapevole nè nella rievocazione né nella memorizzazione. E’ il primo sistema di memorizzazione che si sviluppa dal punto di vista funzionale ed è legata all’area limbica, la stessa area che è connessa all’espressione emotiva.E’ una memoria procedurale, ossia legata alle azioni, è una memoria attiva e interattiva che include sia la nostra risposta che il formarsi delle aspettative sulle risposte altrui. E’ quella che fa sì che un bambino pianga avendo l’aspettativa che il pianto richiamerà l’attenzione del caregiver. Ma è anche quella che fa sì che, avendo ripetute frustrazioni nella risposta, iniziamo a nutrire una aspettativa negativa su ciò che può succedere. Tutto questo materiale non è rimosso, però può anche non essere cosciente. o meglio, perché ne diventiamo coscienti è necessario prestarci attenzione. Possiamo così ricostruire che, il nostro non chiedere aiuto, per fare un esempio, è una modalità di risposta appresa e automatica che necessita di una esperienza “discontinua”, diversa, perché la nostra attenzione realizzi cosa stiamo facendo e valuti se questa aspettativa negativa – sempre per fare un esempio – ha davvero ragione di esistere. Come dimostra l’esempio la nostra memoria implicita è un sistema interattivo che ci predispone a comportarci secondo modelli operativi interni di tipo relazionale. Può quindi venir facilmente riattivata dagli scambi relazionali, andando a ripetere gli stessi schemi di relazione. Cosa positiva, se sono dei buoni schemi di relazione, fatto disperante se abbiamo modalità relazionali negative.

Implicito ed esplicito

Questi due sistemi – memoria implicita e memoria esplicita – possono funzionare sia separatamente che in collegamento tanto che alcune esperienze li attivano entrambi.
Per questa ragione possiamo dire che l’apprendimento e la conoscenza procedono dal “fare”al “comprendere” ciò che è stato fatto e che una esperienza che permetta la consapevolezza della memoria implicita e l’integrazione esplicita è quella che possiamo definire una esperienza completa. Perchè questo avvenga è però estremamente rilevante il processo di consapevolezza. La qualità dei processi coscienti infatti sembra avere un ruolo discriminante nell’attivazione dei diversi sistemi di memoria.Percependo un evento lo viviamo con diversi livelli di coscienza, costruendo legami associativi preferenziali sulla base delle nostre esperienze precedenti.Se non modifichiamo la nostra consapevolezza corriamo il rischio di “raccontarci sempre le stesse storie”.
In questo caso bisogna chiarire che consapevolezza non è sapere delle cose su di noi, ma averle esperite e sentite dentro di sé. La consapevolezza è una forma di conoscenza di sè che nasce dall’esperienza in prima persona, da quel fare che precede il comprendere di cui parlavo prima. In questo senso l’accesso alla memoria implicita è estremamente significativo perchè è la memoria implicita quella che ci spinge alla coazione a ripetere sempre gli stessi errori ed è quella che ci spinge ad avere modelli abituali di risposta.

Come accedere alla memoria implicita

Poiché la memoria implicita è connessa all’azione, spesso è necessario passare a portare la consapevolezza verso le nostre azioni. Possiamo ottenere questo sia attraverso un lavoro che aumenti la nostra consapevolezza corporea – come quello proposto dalla psicoterapia corporea – che attraverso un lavoro sul respiro come quello proposto dalla bioenergetica o dalla mindfulness
Come abbiamo visto la memoria implicita è attivata dall’esperienza percettiva e dall’azione ed ha una natura preminentemente interattiva. L’attenzione alle esperienze percettive,il corpo, inteso non come elemento simbolico ma come atto esperito, e la consapevolezza corporea che ne deriva, riattivano la memoria implicita.
Anche l’ampliarsi della consapevolezza di sé, intesa come atto esperito e non pensato, attiva sia ricordi impliciti che cambiamenti nel nostro modo di rispondere agli eventi. Così come i ricordi espliciti sono soggetti a cambiamenti nel corso del tempo, anche le nostre modalità automatiche consolidate di risposta possono modificarsi. Attivando una consapevolezza connessa alla memoria implicita costruiamo il nostro cambiamento.

a cura di ©Nicoletta Cinotti

Se vuoi sapere qualcosa di più su corpo e memoria puoi trovare un mio articolo su Grounding,2006, Franco Angeli editore. L’articolo è acquistabile sul sito della Franco Angeli.
Se vuoi conoscere qualche neuroscienziato di spicco che si è occupato di memoria ti suggerisco it.wikipedia.org/wiki/Gerald_Edelman oppure Troverai Principi di Neuroscienze di Kandel alla pagina www.ibs.it/code/…/kandel-eric-r-/principi-neuroscienze.html

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