C’è un aspetto, nel vagare della nostra mente, che ce lo rende quasi gradevole. È la sensazione di “staccare”, di prendere una pausa dagli affanni del quotidiano. Una piccola vacanza. È quando il nostro vagare è nutrito dai pensieri di fuga. Ci immaginiamo altrove, nella vita che vorremmo. In quella che crediamo di meritarci. In quella che pensiamo sarebbe adatta a noi.

A volte usiamo questo tipo di divagazioni per consolarci. Come sarebbe bello se… diventa l’incipit dei nostri discorsi. E ci sembra che stare nella realtà sia troppo nudo e crudo. Il punto è che quel vagare ci offre un sollievo immediato dalla pesantezza del quotidiano. Poi, però, ci lascia feriti ogni volta che ci rendiamo conto della distanza che c’è tra quella vita immaginaria e la nostra realtà. Purtroppo ci fa sentire la nostra vita un fallimento perché nulla è mai all’altezza delle nostre fantasie. Nulla è mai all’altezza del nostro ideale.

Allora quel vagare – che per un momento ci è sembrato amico – diventa una specie di pervasivo dolore verso il quotidiano, una forma di avversione nei confronti della routine della nostra vita.

Ci sono altre strade per staccare. Possiamo mettere in azione il nostro dis-abituatore e fare in maniera diversa le azioni del quotidiano, per riassaporarne il gusto. Percorrere una strada diversa per andare in ufficio, fare colazione in un altro bar, mangiare un altro cibo. Staccare il pilota automatico per stare nella novità del momento presente. Non per alimentare l’irrequietezza ma per vedere con occhi nuovi, per tornare ai sensi e non aver bisogno di scappare nella mente.

La ricchezza dell’esperienza del momento presente è la ricchezza della vita stessa. Troppo spesso lasciamo che i nostri pensieri e la nostra presunzione di conoscere ci impediscano di vedere le cose così come sono. Tendiamo a dare per scontato il quotidiano e perdiamo di vista la straordinarietà dell’ordinario. Per cogliere la ricchezza del momento presente dobbiamo coltivare quella che è stata definita “La mente del principiante”: una mente che è disposta a guardare ogni cosa come se la vedesse per la prima volta. Jon Kabat Zinn

Pratica del giorno: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2016 Il mese della genitlezza Foto di ©alexcurrie

 

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