doloreQuando proviamo un dolore accade – a volte in modo evidente, altre volte in modo più sotterraneo – un processo strano e pericoloso.

Ci sentiamo in colpa. Proviamo un dolore e – trenta secondi dopo – ci chiediamo: dove ho sbagliato?

Come se solo un nostro errore potesse spiegare l’esistenza del dolore.

Come se il dolore fosse la prova che non siamo amati: da qualcuno in particolare o dalla vita in generale.

In questo modo aggiungiamo al dolore che proviamo, il senso di colpa e di inadeguatezza.

Il dolore esiste e non tutto funziona. Non c’è nessun errore da correggere. Il dolore esiste, come esiste il piacere. Come l’apertura e la chiusura nel battito del cuore. Come l’allungarsi e il ritrarsi dell’onda del respiro.

Quando incontriamo il dolore abbiamo solo bisogno di confortarci

Il primordiale senso di colpa nasce dalla sensazione di non essere amati. L’unica spiegazione che un bambino può dare di questo stato di cose è quella di non meritarsi l’amore. Alexander Lowen

Pratica del giorno: Addolcire, confortarsi, aprire

© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e Bioenergetica

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