Il gioco del paragone inizia presto. Inizia da bambini e sta dietro ogni gara. Io faccio meglio di te, oppure vorrei fare meglio di te. Ha due ingredienti fondamentali. Il primo è quello di credere che se abbiamo vinto una volta, non vincere la seconda volta sarebbe una sconfitta terribile. È una specie di visione ascendente delle cose per cui dobbiamo fare sempre meglio dell’esperienza precedente. È come se, una volta premuta la tavoletta dell’acceleratore, potessimo solo andare più veloci. In macchina non lo faremmo mai. Nella vita tendiamo a farlo spesso, molto spesso, più possibile.

Il secondo ingrediente è la convinzione che sia necessario essere speciali. Non ci basta essere unici: dotazione che abbiamo dalla nascita, persino se siamo gemelli. Noi vorremmo essere speciali, indimenticabili in qualcosa e per qualcuno. Alla fine questi due ingredienti fanno un gran danno perché ci mettono continuamente sotto pressione e alimentano biasimo e autocritica. Il biasimo lo usiamo per sentirci meglio di qualcun altro e l’autocritica per spronarci a diventare migliori. Spesso i pregiudizi contro alcune categorie di persone sono fatti da questi stessi ingredienti che alimentano la nostra paura della vulnerabilità. Una paura che non ci lascia tranquilli. Eppure tutti conosciamo la tenera sensazione della vulnerabilità e nessuno di noi può evitare di essere vulnerabile in qualcosa. Perché siamo vivi e, soprattutto, perché la vulnerabilità è il punto aperto alla crescita. Non alla fine ma all’inizio di una storia nuova. Quella in cui non siamo eroi ma siamo contenti di essere chi siamo. Anche se non siamo perfetti. Anche se non vinciamo sempre.

È proprio grazie a ciò che non vogliamo e a ciò che non ci aspettiamo che la nostra vita è così interessante. L’imperfezione rende la crescita e l’apprendimento possibile. Che ci piaccia o no è cadendo che abbiamo imparato a camminare. Certo fallire è frustrante ma è anche temporaneo e rende saggi. Kristin Neff

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2019 Verso la self compassion. Ritiro di bioenergetica e mindfulness

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!