Non ci difendiamo solo con l’armatura caratteriale: il corpo è la base delle nostre difese che diventano, successivamente, anche difese mentali. Difese che costruiamo per proteggerci e per mettere distanza tra noi e il mondo.

Così, siccome siamo diventati specializzati in difese, chi vuole ferirci deve specializzarsi in attacchi. E uno degli attacchi più usati e più dannosi è la svalutazione. È dannoso perchè colpisce aspetti fisici o caratteriali di noi e li definisce sbagliati a priori. Ci viene detto – in modo diretto o indiretto – che se facciamo una certa cosa perdiamo valore. Oppure, peggio ancora, vengono svalutate le nostre emozioni. Ci viene detto che ciò che proviamo è esagerato oppure sbagliato. Come se esistesse il Metro di Parigi – la misura standard che corrisponde alle nostre misure lineari – anche per le emozioni. Fino a lì vanno bene, oltre sono sbagliate. Le emozioni ci danno la misura dei nostri sentimenti e quindi non possono essere sbagliate perchè rappresentano quello che sentiamo. Quello che sentiamo può essere eccessivo alla luce della realtà ma, in questo caso, abbiamo bisogno di metterlo in dialogo con il mondo esterno e non di svalutarlo.

A volte la svalutazione viene usata come cartolina di saluto: me ne vado perchè non sei all’altezza è la frase preferita di chi non riesce, semplicemente a dire, me ne vado. Ci sono persone che non  riescono a dire che una cosa non gli piace: se non gli piace devono, contemporaneamente, dire che non ha valore. Perchè è difficile – troppo difficile – lasciare qualcosa a cui diamo valore.

È un gioco sporco perchè usa la manipolazione emotiva. Ossia mette le mani nei nostri sentimenti di inadeguatezza e li espande in modo tale che, alla fine, ci sentiamo pure in colpa per essere come siamo. Fa crescere la nostra vergogna come se fossimo sotto la lente di ingrandimento e tutti vedessero solo i nostri errori, la nostra inadeguatezza.

Con la manipolazione emotiva e la svalutazione ci sono poche armi oltre alla consapevolezza. Solo diventando consapevoli di noi stessi e del nostro modo di stare in relazione possiamo mettere un freno al danno che, giorno dopo giorno, producono la manipolazione emotiva e la svalutazione. Le emozioni ci appartengono: non lasciarle in mano ad altri senza essere certo che, di queste emozioni, abbiano davvero cura.

Usa questi tre strumenti ogni giorno, per proteggerti dalla svalutazione: 1) una dose di fiducia in ciò che senti; 2) una dose di consapevolezza; 3) Lascia alle spalle il torpore che utilizzi per non sentire il dolore. Sentire il dolore – e distinguerlo dalla sofferenza – è l’unica vera arma difensiva.

La vergogna funziona come lo zoom della macchina fotografica. Quando proviamo vergogna lo zoom è al massimo e vediamo solo i nostri difetti sentendoci soli e in difficoltà. Quando zoomiamo indietro, cominciamo a vedere un’immagine completamente diversa. Scopriamo che sono molte le persone che hanno la nostra stessa difficoltà. Quando iniziamo a vedere l’immagine nel suo complesso, siamo maggiormente in grado di sottoporre alla prova della realtà i nostri detonatori di vergogna, i messaggi e le aspettative secondo cui non siamo abbastanza bravi. Brenè Brown

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© Nicoletta Cinotti 2018 A scuola di grazia e non di perfezione

Foto di © makì

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