Ognuno di noi sperimenta una spinta ad andare avanti. Può essere la spinta dell’impulso, o quella delle nostre aspirazioni. Oppure la spinta del desiderio. O della fame.

Prima o poi arriviamo dove ci siamo spinti. Può essere un piccolo arrivo o un grande risultato.

In quel momento possiamo assaggiare il gusto del presente che è il gusto della soddisfazione, dell’appagamento.

Se in quel momento ripartiamo con una nuova spinta, o contraiamo il gusto del presente, ci ritroviamo insolitamente insoddisfatti, indipendentemente da quanto abbiamo realizzato.

Ecco perché abitare il nostro presente significa coglierne il sapore, permanere nella soddisfazione e nell’appagamento quando sorgono spontaneamente, anziché rincorrere piacere e appagamento quando non lo abbiamo. Non c’è un altro luogo dove andare. Ci siamo già.

“Credo che possiamo comprendere perché la depressione colpisca molte persone proprio quando realizzano i propri obiettivi. Avendo lavorato duramente per ottenere condizioni che sembravano adatte a rendere possibile il piacere, scoprono improvvisamente che questo non è possibile. Non c’è piacere per loro perché non hanno la capacità di protendersi a prenderlo”.

A. Lowen

Pratica del giorno: La meditazione camminata

© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e bioenergetica

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