Qualche giorno fa ho visto, per un primo colloquio, una giovane donna. Bellissima, intelligente, con un’ottima posizione professionale e un casino sentimentale in corso. Non l’unico della sua vita, a dire la verità. Non è una situazione strana. Anche se non lo vorremmo le nostre capacità sono a compartimenti – a volte molto stagni. Così possiamo essere creativi, determinati ed efficaci in un’area della nostra vita e all’opposto in un’altra area della vita.

Ma le cose non finiscono qui. Possiamo essere molto capaci a parlare il linguaggio dell’innamoramento e abbastanza disastrosi nel linguaggio dell’amore. Perché innamoramento e amore parlano due lingue diverse. E usano anche parole diverse. il linguaggio dell’innamoramento è inclusivo. Non conosce distanza ma solo vicinanza, passione, corpo e sensi. Quando siamo innamorati si dilatano i confini dell’identità e sperimentiamo una condizione che è rara nella nostra vita adulta: non siamo un Io ma un Noi. È un’esperienza, nuova e conosciuta insieme, fin dall’inizio della nostra vita. Nel primo anno di vita che è, di solito, un anno dedicato alla gioia. Più veniamo amati e più siamo felici. Più siamo felici e più veniamo amati e qualsiasi cosa facciamo è fonte di accettazione e meraviglia, stupore e visibilio negli occhi di chi ci ama. Proprio come quando siamo innamorati. Gli occhi degli innamorati non hanno la stessa luce degli occhi quotidiani, feriali. Hanno una luce diversa che io chiamo, appunto, la luce del visibilio. Occhi che vedono le cose visibili e invisibili dell’altro.

Tutto questo è uno stato transitorio e una condizione che può verificarsi molte volte o pochissime volte nella vita. Per alcune persone innamorarsi è facile. Per altre difficili. Come per l’amore possiamo innamorarci di persone o esperienze, di personaggi famosi o di sconosciuti che vediamo, ogni mattina, alla fermata dell’autobus.

Una cosa è certa: innamoramento e amore non parlano la stessa lingua e così, gli innamorati di professione possono scoprire con angoscia che bisogna cambiare linguaggio e che, nel linguaggio dell’amore non sanno cosa fare. Perché? Perché nell’amore torniamo due identità e ci sentiamo amati solo se ci sentiamo riconosciuti nella nostra identità. In più, se nell’innamoramento siamo un Noi, nell’amore siamo in due e possiamo parlare linguaggi d’amore molto diversi tra di loro. Linguaggi che vanno imparati superando la sorpresa di scoprire che, la persona che credevamo fosse proprio come noi, non è proprio uguale a noi. Perché ha una storia che ha lasciato il segno e un colore che nella luce dell’innamoramento è diverso da quello della luce dell’amore. Allora – nell’amore – le cose visibili possono diventare un ostacolo ad amare le cose invisibili. O viceversa.

Se vogliamo far evolvere un rapporto di intimità, dobbiamo conoscere l’uno i desideri dell’altra. Se vogliamo amarci, dobbiamo sapere che cosa l’altra persona vuole. Gary Chapman

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© Nicoletta Cinotti 2019 Scrivere la mente nel territorio dell’amore

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