Anche se eravamo preparati a rimanere in quarantena ero anche segretamente speranzosa che qualcosa cambiasse. In effetti ho accolto con sollievo la riapertura delle librerie e delle cartolerie. A Camogli c’è una libreria che in periodo di quarantena faceva anche consegne a domicilio. Si chiama “L’ultima spiaggia” e sarà sicuramente il primo posto dove andrò. Non tanto perché mi manchino libri ma perché mi mancava proprio l’idea di non poterne comprare di nuovi dopo averli guardati da uno scaffale. Uso tantissimo il kindle e l’ebook ma non posso rinunciare al fascino della libreria in cui vai e scegli. Magari fai due chiacchiere con il libraio. I librai sono specie rare, un po’ come certe piante che rischiano l’estinzione. Hanno un’aria sempre un po’ polverosa, per via della polvere che è segretamente legata ai libri. Possono illuminarsi di interesse improvvisamente. Oppure consegnarti il tuo pacchetto con un’aria indifferente e sorniona. Non sono mai banali e io ricordo benissimo i loro consigli e capisco subito se sarà persona con la quale andare d’accordo dai libri che mette sui suoi scaffali.

Se dovessi usare una metafora per descrivere il nostro panorama interiore direi che me lo immagino come una libreria o, per le persone più anziane, come una biblioteca. C’è il settore ricordi, con tanti album impilati. Il settore vita vissute, con le opere ancora da catalogare. Ci sono i settori preferiti (per esempio io ho molte amiche che possono raccontare tantissime avventure sentimentali e hanno quel reparto bene fornito) e settori totalmente inesistenti. E poi ci sono i personaggi in cerca d’autore: le nostre parti interiori, espressioni di aspetti del nostro carattere che sono come i soci della libreria. Decidono acquisti, azioni e programmi. Sono convinti di fare il bene della libreria ma non sono sempre d’accordo tra le scelte e le pianificazioni. A volte predomina un aspetto e a volte un altro. La quarantena, costringendo a chiudere i battenti, ha lasciato venir a galla personaggi dimenticati da tempo.

Dalla cantina della mia libreria sono usciti lo Statico, quello che odia il movimento e l’Allenatore che odia l’inattività fisica. La lettrice li guarda e non perde occasione per infilare il naso in un libro: li lascia litigare così può fare quello che vuole. Ossia leggere. E leggere non è diverso da meditare. Quando meditiamo apriamo un libro – la nostra mente – e lo sfogliamo e più riusciamo a farlo in modo amichevole e senza giudizio e più ne trarremo beneficio e permetteremo a quella lettura di portarci altrove, nel luogo di noi che ancora non conoscevamo. Perchè la consapevolezza è, sempre, fucina di creatività. Meditando mettiamo insieme, ogni volta in modo diverso, le nostre storie – i brandelli di passato – i nostri personaggi – ossia i diversi aspetti del nostro carattere – ma soprattutto permettiamo che si compia, diversamente, qualcosa di cui abbiamo tutti gli ingredienti e che vogliamo mettere insieme in modo nuovo: la nostra vita. Perchè la consapevolezza non è solo al centro del nostro sviluppo personale ma è anche il centro della nostra creatività. Ci permette di costruire qualcosa di nuovo a partire da ciò a cui diamo valore. In fondo leggere e meditare sono come l’arrivo sulla spiaggia dopo un naufragio: spesso approdiamo lì perché ci siamo persi ma naufragare in quel mare è dolce e permette di ritrovarsi.

Gli uomini per lo più non sanno leggere e per lo più non sanno bene perché leggono. Chi legge soltanto per passatempo, per numerose e belle che siano le sue letture, le dimenticherà presto e si ritroverà povero come prima. Chi invece legge i libri come si stanno ad ascoltare gli amici, vedrà come essi gli sveleranno i loro tesori e diventeranno per lui un intimo possesso. Quello che egli legge non scivolerà via, né andrà perduto, ma al contrario gli rimarrà e gli apparterrà, lo allieterà e lo consolerà come soltanto gli amici sanno fare. Herman Hesse citato in Massimo Baldini

Pratica di Mindfulness: Centering meditation Oppure la meditazione delle 8 su Zoom (richiede registrazione e accettazione della richiesta di registrazione) o delle 8.30 su Facebook

© Nicoletta Cinotti 2020 Scrivere la mente: sessione online

Photo by Sergiu Vălenaș on Unsplash

 

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