Dio a me non chiederà se sono stato Abramo, Isacco, Giacobbe, Isaia, Geremia no, mi chiederà se sono stato me stesso. Martin Buber

Quando pensiamo al nostro bambino interiore pensiamo prevalentemente ad un aspetto di fatica, sofferenza, mancanza di ascolto. Ma il nostro bambino interiore non è solo questo. È anche un bambino innocente e libero, ricco di creatività, capace di stupirsi di fronte alle piccole cose, capace di voler bene senza pregiudizi. Ci sono tantissime buone ragioni per continuare a voler bene al nostro bambino interiore che vanno al di là della necessità di confortarlo.

Per questo è importante imparare a riconoscere il linguaggio che esprime il disagio del nostro bambino interiore e, anche, coltivare le sue qualità di creatività e gioia.

Possiamo riconoscere il linguaggio del disagio attraverso un acronimo: CONTAMINATE. Significa che i nostri comportamenti di Co-dipendenza, Offensivi, gli aspetti Narcisistici, gli Acting out impulsivi, le Credenza Magiche, le difficoltà relative all’Intimità, la mancanza di Disciplina (Notdisciplined Behaviours) la dipendenza (Additive behaviours) le distorsioni di pensiero (Thought Distorsions), e il senso di vuoto (Emptiness) sono relative ad aspetti non risolti del nostro bambino interiore. Ma accanto a questo risiede la freschezza della Mente del principiante, la capacità di Attenzione non divisa, la Resilienza, la Creatività, il saper percorrere strade innovative con Originalità, il Coraggio e, infine, i valori legati alla libertà. Forse i bambini sono ingenui ma etimologicamente la parola ingenuo significa ” colui che è nato libero”. Nell’antichità era ingenuo colui che non era schiavo e, quindi, aveva diritto ad avere nome e cognome.Non è forse naturale, umano avere il diritto (e insieme il dovere) di essere noi stessi, esattamente come siamo, dunque di scegliere, se proprio serve, anche di sbagliare? Ingenuo e geniale condividono la stessa radice etimologica. In fondo, il bambino che è in noi non è proprio quello che ci rende geniali? In fondo non sarebbe l’ora di chiamarsi con il nostro vero nome?

Il mare brucia le maschere,
le incendia il fuoco del sale.
Uomini piene di maschere
avvampano sul litorale.

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che sena maschere
nascondi l’arte di esistere. Giorgio Caproni

Pratica di mindfulness: Coltivare la mente bambina

© Nicoletta Cinotti 2020 Reparenting ourselves

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