Non ricordo quando ho smesso di credere a Babbo Natale e alla Befana. Conoscendo i miei genitori penso che mi abbiano detto subito la verità. Forse hanno resistito un po’ di più con il topolino dei dentini e con le lucciole che facevano i soldini. Povere lucciole che catturavo e mettevo dentro un bicchiere convinta che l’indomani si sarebbero trasformate in monete. Secondo me quella era una forma di apprendistato al lavoro: se ti impegni e prendi tante lucciole avrai tanti soldini!

In ogni caso ho smesso di credere presto alle favole. Ma non ai miracoli. Perché ai miracoli non si può smettere di credere, pena la più cupa disperazione dell’animo.

Ho creduto ai miracoli e qualche volta li ho visti accadere. Magari non erano i miracoli che avevo chiesto io, quelli non è detto che si avverino. Per avere i miracoli on demand bisogna essere santi: mi manca quella condizione di santità! Però si avverano cose miracolose che rompono il mio consolidato scetticismo scientifico. Quello che ho iniziato a coltivare da piccola.

Così, a causa del mio scetticismo, non ho creduto che sarebbe stato possibile fare un vaccino in poco tempo. Ma è accaduto un miracolo e in dieci mesi abbiamo un vaccino. Un vaccino che deve stare al freddo come tutto quello che proviene dall’iperuranio, ma c’è. Esiste. Poi non ho creduto che sarebbe stato pensato su diffusione mondiale. Mi sono immaginata che i paesi ricchi si disinteressassero dei paesi poveri come è successo per le terapie retrovirali contro l’Aids, che continua a sterminare milioni di persone nel mondo, soprattutto madri e bambini. Invece – forse non proprio per generosità d’animo – tutti dicono: dobbiamo vaccinare la popolazione mondiale. Hanno capito che nessuno è così lontano da non essere un pericolo. (Chissà quanto dovremo aspettare perchè considerino un pericolo per tutti la distruzione dell’amazzonia!)

Così domani è il nostro giorno dei miracoli: il vax day. Certo so bene che ci sono tantissimi no vax ma io sarò – rispettando gli ordini di precedenza – favorevole a vaccinarmi. Non perché penso che sia la soluzione a tutti i mali. Non perché credo che la strada sia in discesa ma perché credo nei miracoli e perché voglio testimoniare la mia fiducia.

Lo farò proprio come da bambina mi preparavo la notte prima di Natale. Per non rimanere delusa all’apertura dei regali – i miei avevano una vera e propria propensione a farli sbagliati – mi dirò che c’è da stare pronti a tutto. Che ci saranno le solite polemiche, ritardi e strumentalizzazioni. Mi dirò che illudersi conduce velocemente a deludersi e altre amenità del genere. Poi mi sveglierò e correrò a guardare i giornali. A leggere la stampa nazionale e internazionale per cogliere gli umori, a seguire la sperimentazione degli altri vaccini, a valutare come si stanno muovendo le cose. Ma, dentro il cuore, ci sarà quella piccola resistente fiducia che mi fa credere ai miracoli da sempre. Credo che se ci fosse un partito “No Natale” avrebbe molti iscritti. Se invece cercassi di fondare un gruppo “No miracoli” le cose andrebbero molto peggio. Perchè noi umani, ai miracoli crediamo e quando non ci crediamo, ci speriamo. Domani è il Vax day, il nostro giorno dei miracoli.

© Nicoletta Cinotti 2020

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