Qualche anno fa venne condotta una ricerca longitudinale – cioè in un lungo arco di tempo – su 650 coppie sposate. Lo scopo era individuare elementi che potessero predire la fine della relazione, in modo da intervenire prima del disastro. Scopo interessante, oltre che nobile, visto che se prevediamo che qualcosa è pericoloso possiamo evitare di farla o di ripeterla.

Alla fine vennero individuati quattro elementi che permettevano una previsione molto accurata del rischio di fine del rapporto. Questi elementi sono: l’atteggiamento critico, il disprezzo, stare sulla difensiva e l’ostruzionismo. Tanto predittori di fine del rapporto che John Gottman – l’autore della ricerca – li soprannominò i 4 Cavalieri dell’Apocalisse.

Questi quattro aspetti ruotano tutti attorno a due elementi: mi hai ferito e non mi fido più di te. Sono apocalittici proprio perché non ammettono – o diminuiscono fortemente – la possibilità della riparazione. Inoltre, e la cosa può sembrare ancora più paradossale, la maggior parte delle dispute avveniva su tratti caratteriali dei coniugi difficilmente modificabili da loro stessi. Figuriamoci se erano modificabili per amore di qualcun altro.

Adesso ampliamo la prospettiva. E immaginiamo che tutto questo avvenga in un’altra coppia: nell’intimo matrimonio con noi stessi. Una parte di noi sbaglia e l’altra parte di noi critica perché vorrebbe che fossimo diversi. E lo facciamo utilizzando proprio gli stessi argomenti: un po’ di disprezzo, un po’ d’ostruzionismo, un po’ di atteggiamento difensivo condito da un soliloquio interiore di rimprovero. Solo che noi non possiamo divorziare da noi stessi. Possiamo separarci da un partner ma non possiamo divorziare da noi. E quindi se la separazione (a volte) mette fine alla guerra, fare questo con noi stessi rende la guerra potenzialmente senza fine. C’è una possibilità: finalmente dichiarare pace. Partiamo dall’inizio: accettare come siamo come primo passo per qualsiasi ipotesi di cambiamento. Altrimenti i 4 cavalieri dell’Apocalisse faranno man bassa dei nostri tesori interiori.

C’è una formula semplice che definisce la nostra risposta istintiva al dolore: Dolore X Resistenza= Sofferenza. In questo caso per dolore si intende un disagio non evitabile che accade alla nostra vita, di varia natura mentre la sofferenza è il risultato della nostra resistenza al dolore. È quella tensione fisica ed emotiva che aggiungiamo al nostro dolore, strato dopo strato. Christopher Germer

Pratica di mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire

© Nicoletta Cinotti 2019 Verso la self compassion. Ritiro di bioenergetica e mindfulness

Photo by Kamen Atanassov on Unsplash

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