Di solito non festeggio i compleanni. Scrivo la mia data di nascita per trasparenza e perché non amo la curiosità che c’è sempre rispetto all’età di una donna. Così la dico subito. Faccio così anche con i miei difetti: non li nascondo. Ma ieri ho fatto sessant’anni e questa giornata, questo compleanno l’ho sentito tantissimo. Perché, dentro di me, è una svolta. Anche biologica. Non dovremmo avere paura di dire che incominciano a farci compagnia altri pensieri. Come si dice nello zen è solo se vedi che il bicchiere è rotto che puoi gustare il fatto che sia ancora intero. Così di questi sessanta anni mi gusto il suono dello scorrere del tempo.

Tutto questo anno è stata una svolta verso la libertà. Libertà piccole, di quelle che fanno rumore solo dentro di te e qualche libertà grande che ha fatto più rumore di quello che credevo. Penso che invecchiare sia un privilegio e un’arte. Perché ti fa vedere giorno dopo giorno, dove hai preso male le misure, dove sei stata fortunata e dove è andata bene, anzi benissimo.

Gli anni, passando, ti restituiscono la preziosità di quello che hai vissuto e ti ricordano l’impegno di non sprecare quello che hai davanti. E anche questo mi piace. Oggi ogni giorno è prezioso e quello che c’è non è scontato. Per questo imparerò qualcosa di nuovo, butterò via qualcosa di vecchio e forse incomincerò a vestirmi di rosso. In ogni caso ho molto per cui essere grata. A partire dai tantissimi auguri che ho ricevuto e per finire alla mia famiglia. Non è scontato nemmeno quello. Non ho una famiglia tradizionale eppure è proprio una famiglia perchè ci vogliamo bene. A modo nostro. E quel modo, unico, è saporito e toglie la patina della formalità. Una famiglia non è un censimento di tutti i parenti: è fatta dalle persone con le quali sai che sei a casa. Anche se non hai legami di sangue.

Ci sono rimpianti che non ho e di questo sono grata. Ci sono anche rimpianti che ho e anche di questo sono grata perché su alcuni c’è ancora tempo. E su altri, rimpiangerli mi permette di imparare.

Detto questo non ho intenzione di diventare una vecchia saggia. Ma solo saggia. Di quella saggezza che viene dalla pratica di meditazione e dalla pratica di vita. E giuro, non scriverò più niente sul mio compleanno fino ad 80 anni. E da domani torna tutto come prima. Perché il passare degli anni conta se investi in pratica e non in teoria, quindi niente più lettere sagge e personali sul compleanno!

Per ultimo rimpiangeremo di non essere stati più felici. Eppure sarebbe bastato far fiorire ciò che avevamo dentro e attorno, ma ci siamo lasciati schiacciare dall’abitudine, dall’accidia, dall’egoismo, invece di amare come i poeti, invece di conoscere come gli scienziati. Invece di scoprire nel mondo quello che il bambino vede nelle mappe della sua infanzia: tesori. Quello che l’adolescente scorge nell’addensarsi del suo corpo: promesse. Quello che il giovane spera nell’affermarsi della sua vita: amori. Alessandro D’Avenia

Pratica di Mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire

© Nicoletta Cinotti 2019

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