Immagina di essere un genitore che porta suo figlio o sua figlia dal pediatra. Il pediatra dice che ci sono alcuni piccoli (grandi) problemi di salute da curare. Sorgerebbe ansia e preoccupazione e, tornati a casa, iniziereste la cura. Alla prima visita di controllo il pediatra sorride ma dice che ancora non ci siamo ed è necessario proseguire la cura. E così via per diverse visite di controllo.

Il pediatra si sorprende che la cura non stia funzionando ma forse non sa che, a casa, il bambino viene rimproverato perché, con la sua “malattia” è d’impiccio per tutta la vita familiare. Gli viene detto che deve sbrigarsi a guarire e che, forse, è colpa sua se non guarisce velocemente visto che è stato portato dai migliori medici. Il bambino o la bambina che sia diventerebbe più triste e apatica oppure ribelle e isolata e la guarigione diventerebbe un miraggio sempre più lontano perché il clima sarebbe solo formalmente di cura ma sotto sotto sarebbe di ostilità.

Ecco il pediatra siamo noi che individuiamo così bene le nostre difficoltà e le segnaliamo con precisione indicando anche ragionevoli cure e ottimi specialisti. Ma se quelle cure non vengono portate avanti con gentilezza potranno funzionare? Avete mai visto una cura fatta di nervosismo e male parole che lasci tutti felici e contenti e soprattutto davvero guariti? Io no ma molte delle persone che ogni giorno mi raccontano la loro storia si comportano così. Scoraggiati perché non sono guariti abbastanza velocemente come volevano hanno iniziato a trattarsi a male parole e a diffidare delle cure. Qualcuno viene da me e mi dice anche, con precisione, come dovrei curarlo e in quanto tempo dovrei ottenere dei risultati perché possa onorarmi della sua fiducia e stima.

Non c’è cura senza cuore e del cuore fanno parte ingredienti come la pazienza, l’attenzione e l’accettazione dei progressi che possiamo fare. Quando siamo nati non sapevamo quanto saremmo diventati alti ma non siamo stati nutriti a patto di diventare dell’altezza che i nostri genitori desideravano. Siamo stati nutriti perché eravamo piccoli e indifesi, senza condizioni. Allora perché comportarci come pessimi genitori di noi stessi?

Se una mattina vi alzaste e dal nulla spuntasse lo sconforto dell’alienazione e della solitudine, riuscireste a trasformarlo in un’occasione d’oro? Invece di tormentarvi o sentire che sta succedendo qualcosa di terribilmente sbagliato, proprio in quel momento di tristezza e di nostalgia, riuscireste a rilassarvi e a toccare lo spazio infinito del cuore? La prossima volta che vi capita, provateci.”Se il mondo ti crolla addosso: Consigli dal cuore per i tempi difficili by Pema Chödrön

Pratica di mindfulness: Un respiro affettuoso

© Nicoletta Cinotti 2022 Reparenting ourselves. Ritiro di mindfulness e bioenergetica 

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