Smettere di fuggire dal dolore è il primo passo per sviluppare compassione. La nostra intenzione di volgere lo sguardo verso la sofferenza, piuttosto che allontanarsene, è l’inizio di un approccio verso il mondo che ha maggiore gentilezza e tenerezza.

Per ascoltare le grida del mondo ti viene chiesto di rimanere fermo, di lasciar andare i tuoi argomenti, i giudizi, la ricerca della colpa e allora lo sforzo di stare nella difficoltà scompare.

C’è un grande sollievo nello smettere di scappare via dal proprio dolore. Per stare in piedi e ricevere la vita con tutta la sua avversità e pena è necessario non permettere più che la tua vita sia definita dal dolore che provi. E dalla paura.

Quando guardi con gentilezza a tutte le circostanze di dolore che hai preventivamente represso, negato o dalle quali sei scappato via accade qualcosa di profondo nel tuo cuore.Un ammorbidirsi e un aprirsi; un approfondirsi della capacità e della disponibilità a comprendere il dolore e le sue cause. Arrivi a comprendere che la tua disponibilità a rimanere presente di fronte al dolore è ciò che dà vita alla compassione.

Christina Feldman

Dalla rubrica settimanale “Addomesticare pensieri selvatici © www.nicolettacinotti.net

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