Affanni.002Molto spesso riteniamo che il grounding, il radicamento nella realtà, sia un aspetto fisico, legato alla capacità di stare – metaforicamente e realmente – con i piedi per terra. A volte lo identifichiamo con “l’avere la testa sul collo”. Perché quando siamo realisti il nostro modo di pensare è lucido e ampio. Ma spesso anche freddo e privo di colore. Un pensiero in bianco e nero. Perché è un pensiero che si sviluppa a prescindere dalle emozioni.

Il processo del grounding nasce, prima di tutto, dalla capacità di incontrare la nostra ansia e la nostra paura. Per farlo dobbiamo aprire il cuore, dove nascondiamo queste emozioni. Aprire e andare incontro a quelle ansie e a quelle paure, rende il nostro pensiero radicato nella realtà e colorato dal nostro cuore. Questa connessione tra corpo, cuore e mente è il processo del grounding.

Il processo di grounding non è un compito facile. Ci sono ansie profonde che l’ostacolano: la paura che se ci lasciamo andare non ci sarà nessuno a sostenerci, la paura di non risollevarsi più. Chi apre il proprio cuore scopre rapidamente di non essere solo. Ma per raggiungere questa apertura dell’essere dobbiamo superare le ansie legate al senso di solitudine e imparare che non hanno più rilevanza. Alexander Lowen

Pratica del giorno: Grounding

© Nicoletta Cinotti 2014   Aprire la mente

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