C’è una cosa che mi colpisce sempre nella velocità: quanto tutto diventi meccanico. Più sono veloce ed efficiente e più si riduce il volume affettivo delle cose. In effetti per ascoltare è necessario rallentare e per correre è necessario ridurre al minimo tutto quello che potrebbe diventare una interruzione.

Ma il luogo in cui la velocità manifesta di più la sua natura meccanica è quello relazionale. Con la fretta le persone diventano ostacoli sul cammino anziché interlocutori in dialogo. Perché fanno perdere tempo, Come se esistesse un modo per guadagnare davvero tempo e la vita non fosse, per sua stessa ammissione, finitezza.

La velocità appiattisce lo spessore delle relazioni e le trasforma in linee rette che devono andare da un luogo all’altro e da un obiettivo all’altro. Un insieme di compiti, una lista di cose da fare. Eppure, in tutta questa velocità, può bastare un momento di contatto vero perché sorga l’intimità e perché la nostra velocità riprenda un ritmo naturale.

In fondo il punto è proprio questo: avere un ritmo che non ci tolga dalla sincronia con la nostra vita e con gli altri. Un ritmo che non elimini i punti di incontro.Forse un ritmo è qualcosa di completamente diverso da una linea retta. È pieno di imprevisti, variazioni e soste.  Essere lenti non è un valore positivo in assoluto e nemmeno essere veloci lo è. Il punto è cercare un ritmo che sia in sincronia con la vita e con noi stessi e che ci permetta di incontrarci e di incontrare. Di perdersi per poter trovare una nuova strada per tornare a casa.

Le storie si muovono in cerchi. Non procedono in linea retta. Così è utile ascoltarle in cerchi. Ci sono storie dentro le storie e storie tra una storia e l’altra, e trovare la tua strada attraverso le storie è facile e difficile insieme come trovare la strada di casa. E una parte del trovarla sta nel perdersi. È quando ti senti perso che inizi a guardarti intorno e ad ascoltare. Deena Metzger

Pratica di mindfulness: I suoni del silenzio

© Nicoletta Cinotti 2016 Cambiare diventando se stessi

Foto di ©milena.madsenn

 

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