Molti di noi hanno piccole imperfezioni fisiche – un segno di nascita – che portano con sé fin dai primi momenti di vita. Nathaniel Hawthorne, uno scrittore americano amico di  Henry David Thoreau, scrisse un breve racconto su una donna, bellissima, che aveva un neo sulla guancia. I segni dovevano essere un’ossessione per l’autore de “La lettera scarlatta”. I segni e le imperfezioni, per lui, diventavano oggetti di significato.

Comunque in  questo racconto la donna bellissima con un neo sulla guancia aveva un marito che amava molto e che non si rassegnava a questa sua imperfezione. Tanto che accondiscese a cercare una soluzione: una pozione magica che le facesse scomparire questo difetto. Nel momento in cui il marito le dette la pozione lei capì che, man mano che la sua imperfezione spariva, spariva anche la sua vita e quando morì il suo viso era perfetto, senza nei.

Ieri ho trovato delle vecchie foto, foto di 30 anni fa. I miei difetti fisici, quelli che allora mi premuravo di nascondere, mi sono apparsi inesistenti. Ho capito che per tutta la vita ho cercato di nascondere imperfezioni che, forse, solo io vedevo, per inseguire una perfezione che mi sembrava fosse lo standard minimo. L’ho fatto con le imperfezioni fisiche e con i difetti di carattere. In questo sforzo continuo verso il miglioramento, alla fine, ha vinto la vita. Sono, semplicemente, cresciuta e ho dato ai difetti il loro giusto peso. I nostri nei sono punti di inizio – e da qualche parte bisogna pur cominciare – ma non cambiano nel tempo. Siamo noi che cambiamo il modo di guardarli. Mano a mano che diventiamo meno perfetti e più cesellati dalla vita questi difetti prendono la loro giusta proporzione. Impariamo a conviverci e, in questa convivenza, rivelano tutta la loro bellezza.

Ah, dimenticavo. Il nonno di Nathaniel Hawthorne fu uno dei giudici del processo alle streghe di Salem, un buon esempio di come la paura della diversità può diventare follia. Forse è per questo che Nathaniel fu per tutta la vita occupato a dare un significato ai segni di nascita. Sapeva quanto fosse facile costruirci sopra una follia collettiva.

La nostra salute morale e intellettuale ritrae un gran giovamento quando ci troviamo obbligati a mescolarci con individui del tutto diversi, che non condividono le nostre aspirazioni e posseggono interessi e abilità, che dobbiamo fare uno sforzo per poter apprezzare. Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta.

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© Nicoletta Cinotti 2020 Reparenting ourselves.

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