Esistono tanti tipi di silenzio: a volte curano, leniscono, aiutano a varcare passaggi difficili.

Esiste però un silenzio particolare: il silenzio del dolore. Un silenzio che spesso arriva di fronte ai grandi dolori della nostra vita. Non riusciamo nemmeno a profferire parola, tanto quel dolore ha tolto, alla nostra voce, ogni suono. A volte è un dolore che diventa un segreto, non perchè ci sia una vera intenzione a non parlarne ma semplicemente perchè è così profondo che mancano le parole.

Di fronte a quel silenzio rimaniamo anche noi muti. La compagnia, essere accanto, camminare insieme è la cura per quel silenzio. Ed è questo tipo di dolore che incontriamo man mano che la pratica di mindfulness si approfondisce. Curiamo con il silenzio e così, inevitabilmente, riprendiamo a sentire il suono dei nostri silenziosi dolori. Non sempre gli diamo voce: sempre ci diamo respiro.

E respirando nuovamente il nostro cuore torna a cantare, come dice il poeta

Allora ciò di cui ho paura viene.
Vivo per un po’ nella sua vista.
Quello di cui ho paura abbandona se stesso,
e la paura mi abbandona.
Canta, e io sento la sua canzone.

Dopo giorni di lavoro,
silenzioso nelle mie inquietudini,
sento finalmente la mia canzone.
e la canto. Come cantiamo,
il giorno si trasforma, gli alberi si muovono. Wendell Berry

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2018 Radical Self expression

Photo by Jez Timms on Unsplash

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