L’ansia ha un tempo tutto suo e così anche gli ansiosi. È un tempo sfasato che va dal rimandare a lungo, più a lungo possibile, all’avere fretta, tanta fretta, più fretta possibile. Perché l’ansia è davvero l’emozione del futuro: è quello che potrebbe succedere che ci tormenta. Così alterniamo dei momenti in cui per gestirla rimandiamo di fare quello che sarebbe necessario a dei momenti in cui, spinti dall’urgenza delle cose che abbiamo rimandato, diventiamo veloci.

C’è un altro segreto nella velocità dell’ansia: non vogliamo mettere a fuoco davvero come sono le cose perché ci spaventa. Così, nella frettolosità trascuriamo i particolari, non vediamo i dettagli perché la precisione la fa balzare alle stelle. Adesso, in questo particolare momento, abbiamo tutti un livello un po’ più alto di ansia perché la natura incerta della nostra vita è diventata ancora più incerta. Così il vero danno di Astrazeneca non è solo il rischio rarissimo di trombosi: è che tutto questo alternarsi di informazioni ha alzato il livello d’ansia sui vaccini. Argomento su cui l’ansia non aveva certo bisogno di essere ulteriormente alzata. È in questo modo che un’emozione può interferire sulle nostre decisioni, spingendoci a fare scelte che non sono ponderate ma smisurate. O meglio misurate sulla dimensione dell’ansia che proviamo. È in questo momento che praticare prima di decidere diventa davvero fondamentale. Visto che l’ansia ci rende irrequieti la prima cosa da fare è fare meditazione in movimento: cinque, dieci minuti di meditazione camminata e poi, dopo aver stabilizzato l’attenzione il panorama della mente che ci permette di guardare in modo diverso ai nostri pensieri.

Dopo, solo dopo, prendiamo la nostra decisione ma ricordiamoci una cosa importante: una volta deciso, qualunque sia la nostra decisione non continuiamo a nutrire il fuocherello dell’ansia con il suo vicino prossimo, il dubbio. Non sapremo mai se abbiamo fatto la scelta migliore ma possiamo sapere che abbiamo scelto quello che, in quel momento era possibile per noi. Adesso non parlo del vaccino, parlo proprio dell’interferenza che l’ansia crea sui nostri processi decisionali. Una volta deciso lasciamo andare il dubbio e gustiamoci, per un momento, la certezza di aver scelto. Forse non abbiamo scelto la cosa migliore, forse la nostra scelta è stata condizionata da tanti elementi ma in quell’attimo abbiamo sposato una posizione. Onoriamola, festeggiamola. Nella mindfulness interpersonale una delle linee guida è, confida in ciò che emerge. In fondo il punto è proprio qui: più siamo ansiosi più diciamo al mondo e a noi stessi che non ci fidiamo di quello che arriverà: fidiamoci almeno della nostra scelta!

La vera pratica di meditazione si occupa di come viviamo la nostra vita momento per momento. Jon Kabat-Zinn

Pratica di mindfulness: Il panorama della mente

© Nicoletta Cinotti 2021 Mindfulness ed emozioni: il mio prossimo libro in programma!

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