Moltissimi anni fa Melanie Klein, una importante psicoanalista infantile, affermò che ciò che fa la differenza, nel tollerare il dolore emotivo, è la quota di invidia che la persona prova.

Ho sempre pensato che questa fosse un’ottima definizione: l’invidia ci blocca e spinge a guardare altrove anziché ad investire energie su di noi.

Nel tempo però mi sono fatta un’altra idea: quello che fa davvero la differenza è il senso di tradimento. Un dolore, per quanto grande, è tollerabile se non ti senti tradito. Tradito nei tuoi sogni o nella tua fiducia. Quello che lo rende intollerabile è il rendersi conto di aver dato all’altro un pezzetto del tuo cuore e che questa fiducia è stata malriposta. Non ha davvero importanza se è un tradimento affettivo, dentro ad una coppia, o un tradimento relazionale.

il tradimento e la tolleranza alla frustrazioneSentirsi traditi apre uno spazio di difficoltà completamente diverso e aggiuntivo: non ti perdoni l’ingenuità, non credi alla buona fede. Entra il dubbio sull’area più vitale della nostra vita emotiva: quella relazionale. E iniziamo a fasciare il cuore per prevenire nuove offese. Lo fasciamo nell’espansione del torace, nella difesa muscolare, nella mente dispersa. Fino a che quella ferita, quel tradimento, non viene riparato, ogni ombra può suscitare grandi paure.

Il vero tradimento raramente nasce nel presente: il vero tradimento è quello che abbiamo vissuto nell’infanzia e che il presente – in modo reale o immaginario – riattiva. E’ quel passaggio dall’ingenuità alla realtà, dalla quale ci siamo difesi, perché significava ammettere che i nostri genitori non erano perfetti, che la nostra infanzia non era felice. E che forse non eravamo amati come avremmo avuto bisogno: amati con accettazione.

Se nell’infanzia una persona ha subito una perdita o un trauma che mina i suoi sentimenti di sicurezza e di accettazione di sé, proietterà nella sua immagine del futuro l’esigenza di un rovesciamento delle esperienze del passato. Così l’individuo che da bambino fa esperienza del rifiuto si immagina il futuro come una promessa di accettazione e di approvazione. Alexander Lowen

Pratica di mindfulness: Addolcire, confortare, aprire

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©lucy jane purrington art

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