Potremmo dire che ogni momento in cui siamo “intimi” con quello che accade – non importa se ad occhi chiusi o aperti – stiamo praticando mindfulness nel modo più semplice possibile .
Nicoletta Cinotti

Nei momenti di transizione ci rendiamo conto quanto sia importante essere flessibili e, nello stesso tempo, avere una struttura. La struttura è quello che consente una sicurezza di base ma se questa struttura è troppo rigida diventa un ostacolo alla nostra crescita e alla nostra trasformazione.

Abbiamo bisogno della struttura per dare forza ai nostri movimenti ma senza le articolazioni, che ci consentono flessibilità, non potremmo muoverci. Questo potrebbe essere una buona metafora anche per altri aspetti della nostra vita. Abbiamo bisogno di avere una base sicura – emotiva e familiare – per sentirsi al sicuro quando ci muoviamo nel mondo e la base sicura diventa il porto a cui tornare e la casa da cui partire. Gli esempi sono molti ma tutti ci ricordano l’importanza di avere una struttura solida e la capacità di essere flessibili. Se siamo molto timorosi potremmo esagerare con il bisogno di sicurezza, se siamo troppo esplorativi potremmo esagerare con la flessibilità. In ogni caso la nostra salute e la nostra crescita dipendono dal dialogo tra questi due elementi.

Così, anziché valutare il nostro carattere, potremmo iniziare a guardare a noi stessi proprio alla luce di queste due caratteristiche: quanto sono flessibile? Quanto ho bisogno di punti fermi? La risposta che troveremo ci permetterà di essere intimi con noi e di capire la misura in cui coraggio e paura organizzano le nostre scelte. La misura in cui stabilità e cambiamento disegnano la nostra crescita.

Una cosa è certa: per crescere abbiamo bisogno di tendere verso qualcosa. Per non crollare abbiamo bisogno di avere radici che ci tengano legati al terreno: in fondo siamo tutti un po’ equilibristi tra coraggio e paura, tra stabilità e cambiamento, tra continuità e discontinuità.

Abbiamo bisogno di un barlume di intimità per entrare in relazione con gli altri e con noi stessi per mostrare quell’aspetto in continuo movimento che è il nostro Sé in divenire. L’invito all’intimità è un invito a stare nella mutevolezza. Nicoletta Cinotti

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2020 Pratiche informali di ordinaria felicità

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