Non c’è nulla più del perfezionismo che dia un senso di urgenza: sembra che, se non riesci ad arrivare allo standard che ti sei auto – imposto, accadrà qualcosa di terribile. Così spesso non ci rendiamo conto di essere perfezionisti ma solo di avere fretta e di avere tante cose da fare.

È una sensazione che nasce da un misto di cose: la prima – forse la più pervasiva – è la paura di fermarsi e scoprire qualche errore. La seconda è la paura della distanza tra dove siamo e dove vorremmo essere. Così la cosa più importante è sempre quella che dobbiamo fare dopo. La persona più importante è sempre quella che dobbiamo incontrare dopo. E l’obiettivo più significativo è sempre quello che non abbiamo ancora raggiunto.

In questo modo siamo sempre sotto la minaccia di una urgenza. O, forse, potremmo dire che viviamo con un costante senso d’urgenza che è la spinta a diventare perfetti.

Non c’è nulla che arresti la nostra corsa. Solo dei bruschi contrattempi – fisici o emotivi – hanno il potere di fermarci.

In realtà quello che può darci la possibilità di sperimentare davvero un senso di calma, davvero un senso di pace è proprio quell’attimo di pausa alla fine dell’espirazione, quell’attimo di pausa quando cessa lo sforzo, quell’attimo di pausa quando cessa il rumore. Quello è il momento in cui celebriamo la fine. È il momento della grazia: la grazia di essere presenti. La grazia di essere vivi. Quel momento è solo essere, non c’è avere, non c’è aggrappamento. Il senso d’urgenza nasce dalla contrazione di questo spazio. Il senso di pace nasce dal restituire dimensione alla pausa tra una attività e l’altra.

Celebrare la fine di quello che abbiamo appena concluso è dimorare nella grazia del presente, nella grazia di essere vivi. E onorare nel miglior modo possibile, il sorgere del momento successivo.

Piena di te è la curva del silenzio. Pablo Neruda

Pratica formale di mindfulness: Centering meditation (File audio)

Pratica informale di mindfulness: Ascolta il breve spazio tra la fine di qualcosa prima dell’inizio di qualcosa di nuovo. Ascolta la sensazione che sorge alla fine di un suono, tra la fine di un respiro prima dell’inizio del respiro successivo. tra la fine dello sforzo, prima di iniziare qualcosa di nuovo.

© Nicoletta Cinotti 2017 Andare al cuore della relazione

Foto © * claudia* assente ma vi penso !

PS: Il numero di Novembre dello Yoga Journal è dedicato a Grazia e imperfezione (Clicca per andare alla versione digitale)

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