Fiducia e speranza sono due elementi basilari della nostra vita. Sono anche le prime due emozioni che ritiriamo quando accade qualcosa che ci ferisce. Come se le fosse stata la nostra speranza mal riposta, la nostra fiducia ingenua, la causa del nostro dolore.

Forse potremmo dire che le difese nascono proprio allo scopo di non esporci ingenuamente: nascono più per trovare un modo adeguato di investire fiducia e speranza che per consolare il nostro dolore. Infatti non consolano affatto: per consolarci avremmo bisogno di comprensione e compassione e invece spesso ci offriamo giudizio e critica.

Il punto è come investire questi due tesori: la speranza e la fiducia. Abbiamo bisogno di entrambi perché altrimenti non usciremmo mai dalla nostra zona di comfort che spesso limita il nostro spazio vitale e lo fa diventare una piccola fortezza, una piccola isola. Speranza e fiducia sono, invece, due ponti verso la vita.

Abbiamo bisogno di distinguere tra intenzioni e risultati. Non possiamo giudicare solo sulla base dei risultati perché quelli non dipendono solo da noi: dipendono da infinite circostanze, molte delle quali sono fuori dal nostro controllo. E a volte, dietro a qualcosa che non ha funzionato, ci sono intenzioni confuse. Intenzioni che non mettiamo a fuoco perché abbiamo paura dell’insicurezza che incontreremmo. Preferiamo pensare che tutto andrà bene ma questa non è fiducia: è un atteggiamento fideistico. Che ripaghiamo poi con la delusione e la chiusura. Con la vendetta del ritiro.

La speranza e la fiducia sostengono le nostre intenzioni. Così chiedersi, prima di agire, quali sono le nostre intenzioni, chiarire dentro di noi il cuore di questi due movimenti verso l’esterno ci permette di lasciare che i risultati portino i loro frutti senza colpevolizzarci.

Ci permette di mantenere con saggia consapevolezza queste due porte del cuore: sappiamo che forse non tutto andrà bene ma non permettiamo che la possibile perdita si trasformi in un ritiro di fondo. Perché ritirare speranza e fiducia significa chiudere la porta ai messaggi e alle sfide di crescita che la vita, continuamente, ci propone.

Dopo, analizzeremo con saggezza i risultati: alla luce della nostra intenzione potremo comprendere se ci siamo illusi o se abbiamo fatto un buon azzardo, senza la fretta di ottenere subito quello che, invece, richiede qualche stagione per maturare.

Potete pensare all’insicurezza come a un momento che si presenta di continuo nelle vostre vite. Quando provate insicurezza, che siate persi fuori dal mondo nel mezzo della notte o che sia per voi una sensazione costante, c’è in essa una qualità insostanziale e senza forma(…) questo tipo di insicurezza può essere un sentiero diretto verso la libertà. Pema Chodron

Pratica del giorno:Protendersi

investire due tesori

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©Paddino

 

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