Cresciamo con una grande fiducia nella conoscenza e nel corso della vita accumuliamo moltissime informazioni, letture, strumenti di esplorazione. Non tutta questa conoscenza è fertile e non tutte queste informazioni sono nutrienti.

Alcune notizie sono faticose da sostenere e possono alimentare pensieri che ci portano lontano da noi. Solo che, ad un certo punto, il nostro bisogno di sapere, diventa preminente rispetto a ciò che davvero ci è necessario conoscere.

A volte finiamo così per trovarci in una situazione paradossale che è quella di conoscere moltissime cose su di noi che non ci nutrono affatto. Come se diventassimo bravissimi in grammatica ma incapaci di parlare.

Abbiamo bisogno di conoscenze fertili che ci permettano di comprendere chi siamo e cosa stiamo facendo nell’arco di tempo della nostra vita, abbiamo bisogno di strumenti che ci permettano di stare in contatto con la sorgente di conoscenza che è dentro di noi e che, come dice Rumi, non diventa mai putrida o stagnante.

Per questo non è indifferente il luogo dove cerchiamo: dentro o fuori di noi? E a chi chiediamo: a noi stessi o agli altri? E a chi lasciamo la responsabilità di prendere una posizione. Per questo è necessario cambiare gli strumenti di conoscenza e non pretendere di leggere la nostra vita come se fosse un libro, pagina dopo pagina, in una sequenza lineare e ininterrotta. Per questo non possiamo pretendere di trovare risposte esterne a domande che non abbiamo provato ad esplorare dentro di noi. Perché rimanere dei semplici cercatori di informazioni sarebbe davvero triste e ci renderebbe – nella sostanza – indifferenti a quel non sapere qualcosa d’importante che guida la nostra ricerca.

C’è un altro tipo di conoscenza, già completo e racchiuso dentro di te.

Una fonte che sgorga dalla sua sorgente. Una freschezza al centro del petto. Questa intelligenza non diventa mai putrida o stagnante.

È fluida, e non si muove da fuori a dentro attraverso le condotte piombate dell’apprendimento.

Questa seconda intelligenza è una sorgente dentro di te, che si muove dall’interno verso l’esterno. Rumi

Pratica di mindfulness: Centering meditation

una conoscenza fertile

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©CarloAlessioCozzolino

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