L’idea che sia necessario migliorarsi, correggere le proprie tendenze, sforzarsi per essere diversi ha un fondamento nella credenza che la guarigione nasca dall’aggiunta di qualcosa.

Nella pratica di mindfulness – come anche nella bioenergetica – coltiviamo l’opposto. Coltiviamo l’idea che tornando a noi, alle nostre qualità di base, si possa incrementare la salute e il benessere. Semplicemente.

Così non viene richiesto nient’altro che aumentare la propria consapevolezza dell’esperienza, riconoscere le qualità percettive e non concettuali di ciò che proviamo, sia che si tratti di pensieri che di sensazioni fisiche, esplorando un territorio che è davvero vasto come il mondo. Man mano che la nostra consapevolezza diventa più aperta e ampia quello che accade è che riportiamo al cuore la nostra pratica. Nel fondo la consapevolezza guarisce proprio perché riporta al cuore delle cose. Riporta al nostro cuore.

E’ la consapevolezza che guarisce. Questo è il caposaldo della pratica. Perché questa guarigione avvenga la profondità della nostra mancanza di misericordia deve essere vista chiaramente per quello che è. E’ solo guardando profondamente che possiamo contrastare l’assenza di misericordia della mente. Ezra Bayda

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©tracyhughes2_7. CPAGB LRPS

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!