Quando parliamo di consapevolezza intendiamo, in genere, la consapevolezza del momento presente. Di ciò che accade nel momento in cui accade, senza giudicare e senza presumere di sapere.

C’è un effetto a lunga scadenza della consapevolezza di cui io parlo poco e che, pure, ha tanta importanza nella mia vita e nel mio lavoro. Dentro di me lo chiamo la consapevolezza dei momenti passati.

Giorno dopo giorno chiarisce il senso di certe scelte. Gli effetti di certe decisioni: le loro motivazioni, sfumature e il loro significato. Potrei dire che mi permette di diventare consapevole di ciò che ho fatto e di come, quello che ho fatto, ha influenzato il mio percorso personale.

Nel momento in cui ho preso certe decisioni non avevo la piena consapevolezza del loro spessore. È arrivata dopo, e ho colto la traiettoria che ha dato alla mia vita. E alla vita degli altri.

Così mi sembra comprensibile la frase che a volte mi è parsa tanto misteriosa: essere consapevoli e presenti, nel presente della propria vita, è il miglior modo per prepararsi al futuro. Perché le piccolo scelte quotidiane sono quelle che disegneranno il percorso della propria vita e se nascono da uno stato mentale confuso o non salutare non possono che portare confusione. Se nascono dalla presenza portano altrettanta presenza e realizzano un percorso senza mettere in campo la volontà e la decisione.

Così, strano a dirsi, la consapevolezza del momento presente coagula fino a diventare la consapevolezza della direzione che abbiamo dato alla nostra vita. E questo cambia la prospettiva.

Aspiriamo a trovarci altrove, dove speriamo che la situazione sia migliore, più felice, come preferiremmo che fosse o com’era un tempo. il più delle volte siamo solo in parte consapevoli di questa tensione interiore, ammesso che non la ignoriamo del tutto. Questo vale anche, nel migliore dei casi, per quanto riguarda ciò che stiamo facendo esattamente nella e della nostra vita, ossia per gli effetti che le nostre azioni e, più velatamente, i nostri pensieri hanno su ciò che vediamo e non vediamo, facciamo e non facciamo. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2016 Le radici della felicità

Foto di ©Reg Ramai ( catching up)

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