Arriva un certo punto in cui ci sembra necessario o inevitabile fare qualcosa, agire, prendere posizione, introdurre una novità. Possiamo pensare che il fatto di iniziare qualcosa di nuovo sia – sempre – un atto di fiducia.

A volte è un atto di volontà: lo decidiamo nel tavolino della mente, proviamo a vedere cosa succederà, decidiamo di correre un  rischio. Questo non necessariamente richiede fiducia. Richiede programmazione, pianificazione, una aspettativa, magari minima, un piano. La nostra volontà può essere ferrea, non sentire ragioni se non quelle dello standard che desideriamo realizzare. Può spingerci oltre i nostri limiti fino a farci male. Non vuole la nostra fioritura: vuole che raggiungiamo -ad ogni costo – la meta.

Lo facciamo convinti o dubbiosi ma, alla fine, è una decisione fatta con la mente: non è detto che passi dal cuore. A volte spinta dal desiderio di realizzare un ideale. A volte dall’urgenza di uscire da dove ci troviamo. A volte è una fuga, a volte un nuovo orientamento.

Quando le nostre scelte nascono da un atto di fiducia non sono più un piano, non prevale la programmazione: sono una apertura alla vita, alla possibilità, al desiderio. È un modo – intuitivo – di mettere insieme quello che sentiamo e quello che pensiamo. Un modo per essere come declinazione del divenire. Sapendo che l’incertezza della trasformazione è una realtà che non possiamo negare. Non tutti i semi, fioriscono, non tutte le intenzioni si realizzano. Tutte però danno una direzione al nostro andare. Sono la nostra stella polare.

Un aspetto della pratica della consapevolezza è coltivare un atteggiamento fiducioso. Iniziamo con l’indagare profondamente sulle nostre sicurezze interiori. Se non riusciamo a stabilire immediatamente su che cosa possiamo fare affidamento dentro di noi, forse abbiamo bisogno di esaminarci più a fondo, di auto-confrontarci un po’ più a lungo in tutta tranquillità e limitandoci a «essere». Se siamo inconsapevoli per la maggior parte del tempo di ciò che facciamo e non siamo particolarmente soddisfatti di come si svolge la nostra vita, forse è il momento di prestare maggior attenzione, di essere più presenti a noi stessi, di valutare le nostre scelte e le loro conseguenze nel futuro. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: Il panorama della mente

Cerchiamo insieme la nostra stella polare con la serata di pratica gratuita “Mettere le intenzioni” a Chiavari e a Genova: è il mio augurio di buone feste!

© Nicoletta Cinotti 2016 Dimorare nel presente, dimorare nel corpo Foto di ©Alcuni diritti riservati a falcoprof

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