Ci sono poche cose alle quali prestare attenzione. In fondo, forse, solo una o due rimangono sempre, qualunque sia la condizione che ci troviamo a vivere.Ho sempre cercato di portare con me una di queste: ho sempre cercato di portare con me la dignità con cui guardare alle cose che mi accadono.

Non sempre è stato facile essere dignitosa, nella gioia come nel dolore. Eppure mi è sembrato che, tornare a quel punto di riferimento interiore che riguarda la dignità di stare in ciò che accade, sia sempre stato una misura dell’esistenza.

La dignità ci permette di non evitare lo spiacevole e di non esibire il piacevole. E, soprattutto, qualsiasi sia la situazione che ci troviamo a vivere, ci permette sempre di metterci in una posizione di apprendimento. Perché è l’imparare dall’esperienza che rende dignitosa qualunque situazione. Anche il guaio più grosso e rumoroso svanisce se sappiamo imparare da quella situazione, se sappiamo portarlo con semplicità ed essenzialità. Così per me dignità e apprendimento sono strettamente legati. Ogni volta che imparo qualcosa vuol dire che permetto alla vita di cambiarmi, che non rispondo con orgoglio ma con saggezza. Che non pretendo che le cose siano come voglio io ma esploro i loro contorni.

Tante volte la dignità viene confusa e trasformata dalla vergogna in rigidità. Eppure la dignità è quella posizione interiore che ci ricorda che le nostre qualità originarie rimangono intatte e pronte a splendere di nuovo e in qualunque situazione. Ci ricorda di guardare con fiducia e realismo al passo successivo. Non vende colpe a destra e a manca ma acquista valore in abbondanza.

Forse occorre rammentarsi a intermittenza che si è già dignitosi, meritevoli e degni. A volte non si ha questa sensazione a causa delle ferite e delle cicatrici del passato o dell’incertezza rispetto al futuro. È dubbio che queste impressioni provengano da noi stessi. Siamo stati indotti a sentirci immeritevoli, ce l’hanno insegnato in mille modi durante l’infanzia e abbiamo appreso perfettamente la lezione. Così, quando ci sediamo in meditazione e ricordiamo di sedere con dignità ritroviamo il nostro valore originario…potete essere sicuri che interiormente (questo invito alla dignità) viene ascoltato. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2016 Cambiare diventando se stessi

foto di © Didenea

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