La ricerca della soluzione perfetta è un’attività piuttosto dispendiosa dal punto di vista temporale. E non solo quando si rivolge alla ricerca del partner giusto. È così interessante che, nel farlo, potremmo perdere di vista in maniera quasi totale, lo scorrere del tempo. Perchè questo obiettivo – così affascinante – è in grado, nella sua magia, di astrarci dal presente e proiettarci completamente nel futuro. Così come è in grado di astrarci dal cuore e portarci completamente nella mente. Perchè nel cuore la scelta di quello che è giusto, adatto, sensato è semplice: è come il sapore buono del pane, ha un gusto che ci rassicura. Nella mente invece i criteri di scelta si moltiplicano, siamo disorientati rispetto alle molte strade che abbiamo e ci sembra che anche il minimo passo sia troppo prezioso per farlo senza certezza.

Alla fine, nella ricerca della perfezione, entriamo in una spirale di dubbio che ci ferma in una sorta di blocco in cui non andiamo né avanti né indietro. Perchè non vogliamo perdere quello che abbiamo ma non siamo nemmeno disponibili a pronunciare la formula magica: va bene così. Va bene così è una formula magica alla quale risponde il corpo, abbassando la tensione, nella quale si calma la mente e si apre il cuore. A volte basta ripeterla mentalmente così, a vuoto, per sentire la magia di queste parole che ci fanno immediatamente dimorare nel presente e ci restituiscono il timing con le cose, con lo scorrere del tempo. Un timing che perdiamo quando siamo nella proliferazione mentale: perchè la mente non ha battito del cuore, non ha la porta ritmica del respiro. Ha solo l’apertura di una infinità di porte in un universo parallelo nel quale non possiamo che perderci.

Così, ogni volta che siamo di fronte al moltiplicarsi delle possibilità possiamo avere una certezza: abbiamo paura di sbagliare. Possiamo avere un effetto: stiamo perdendo tempo. Possiamo avere un’informazione: stiamo separando il corpo dalla mente. E scegliere di ricondurre il tutto ad unità con la mappa semplice ed essenziale del respiro. E, con la precisione dell’amore che il respiro ci concede, possiamo rientrare nello scorrere del tempo che è legato al corpo.

Tendiamo a vedere la realtà attraverso lenti colorate: la lente del dubbio riguardo al giudicare positivamente o negativamente, al ritenere valida o meno un’idea. Jon Kabat Zinn

Pratica di  Mndfulness: Il panorama della mente

© Nicoletta Cinotti 2016 Le radici della felicità

 

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