All’interno di una relazione ci impegniamo molto a cercare di capire come funziona l’altro. Cerchiamo di comprendere i suoi gusti e le sue preferenze. Cerchiamo di capire come funziona per rendere un po’ più prevedibile la nostra relazione. Sentirci conosciuti e compresi è un elemento importante di tutte le relazioni. Sentire che veniamo ascoltati, che abbiamo uno spazio in cui possiamo essere autentici e spontanei è, in buona sostanza, quello che ci fa sentire amati e a casa. Da qui però, in molti casi, passiamo all’eccesso: passiamo a trasformare la nostra relazione in una psicoterapia prêt-à-porter. Così diventiamo i coach dei nostri compagni e delle nostre compagne. Portiamo a loro i nostri dolori e chiediamo aiuto per comprendere come siamo fatti. Questa aumenta tantissimo la quota di intimità affettiva, il senso di sicurezza e intimità, e diminuisce, progressivamente, come un volume che si abbassa, l’intimità sessuale.

Perchè questi due tipi di intimità hanno un volume diverso e una funzione diversa. L’intimità affettiva ha un volume morbido e serve per farci sentire al sicuro, a prescindere dalle circostanze. L’intimità sessuale costruisce il legame sulla base desiderio e il desiderio ha bisogno di nutrirsi con la fantasia. È difficile avere fantasia su qualcosa che conosciamo intimamente, su qualcosa che consideriamo sicuramente nostro. Abbiamo, per quella persona, altri sentimenti: sentimenti di affiliazione, di affetto, di calore, di comprensione che rendono il legame solido come tutto ciò che è ben costruito, La sessualità non ha bisogno di tutto questo e, anzi, a volte, il fatto che ci sia tutto questo diminuisce il desiderio sessuale. Sia per gli uomini che per le donne. L’affermazione che molte donne fanno “non sono interessata al sesso”, spesso va tradotta con “ho una sovrabbondanza di intimità affettiva”.

Perchè ci spostiamo sull’intimità affettiva in modo così prevalente, anche se siamo consapevoli che rischia di eliminare l’altra parte della relazione? Perchè viviamo in tempi d’incertezza e ci sembra che la solidarietà sia più importante della passione? Perchè ci sembra prioritario essere sicuri dell’amore e secondario avere piacere? Perchè ci sembra che l’affetto sia duraturo e il piacere momentaneo? Forse per tutte queste cose insieme. È certo che l’incertezza in cui passiamo la nostra vita – incertezza lavorativa, personale, culturale – sta cambiando radicalmente il nostro modo di stare al mondo. E tutta questa attenzione all’intimità affettiva spesso è proprio un modo per rispondere all’incertezza. Un modo che, a volte, diventa una strategia più che un atto di spontaneo interesse. Un modo che spesso sortisce il paradossale effetto di farci abbandonare le relazioni sicure per l’insicurezza di una relazione dove ci sia più intimità sessuale. Perchè un adulto non è un bambino e ha bisogno di entrambi questi livelli di intimità.

Quando sentiamo i segnali dell’incertezza forse non abbiamo bisogno di essere rassicurati ma di esplorarli. Forse non abbiamo bisogno di eliminarli ma di comprenderli. Forse abbiamo bisogno di imparare a stare nell’incertezza anziché cercare di navigare prima possibile verso la sicurezza. La sicurezza ci rende più teneri? Ci rende più felici? A volte trasforma la felicità in un miraggio che sta sempre alla stessa distanza da noi: la distanza tra dove siamo e dove vorremmo essere.

Sentimenti come la delusione, l’imbarazzo, l’irritazione, il risentimento, la rabbia, la gelosia, la paura, invece che essere cattive notizie, sono un momento di chiarezza che ci dice cos’è che teniamo dentro. Ci invitano a rianimarsi e a protendersi, piuttosto che a collassare e tirarsi indietro. Sono come messaggeri che ci mostrano, con terrificante chiarezza, esattamente dove siamo bloccati. Il presente è un maestro perfetto, e, fortunatamente per noi, è dovunque noi siamo. Pema Chodron

Pratica di MIndfulness: La meditazione del lago

© Nicoletta Cinotti 2018 Amore e passione tra mindfulness e bioenergetica

Foto di © montecani

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