Se ci guardiamo dentro con uno sguardo sincero, notiamo una certa circospezione rispetto al nostro cuore. Per alcune persone è una barriera spessa e impenetrabile. Per altre uno scudo protettivo più sottile o una contrazione che emerge soltanto in condizioni di pericolo. Nulla innesca questo senso di minaccia quanto il sospetto di non essere veramente amati e degni d’amore così come siamo. Intontire o chiudere il cuore è un tentativo di sviare il dolore di ciò.

Non sapere di poter essere amati per come siamo ci impedisce di avere fiducia nell’amore in quanto tale e questo, di rimando, fa sì che voltiamo le spalle alla vita e dubitiamo della sua benevolenza.

Possiamo dire a noi stessi che l’amore non si può avere veramente ma la verità più profonda è che non abbiamo del tutto fiducia in esso e quindi facciamo fatica ad aprirci completamente a lui o a lasciarlo entrare in noi. Questo ci priva della connessione con il nostro cuore e rende più acuto il nostro sentimento di scarsità d’amore.

Molto spesso questo distacco dall’amore nasce dal non sentirsi pienamente accolti nella propria famiglia d’origine. Non sentendosi saldamente nelle braccia dell’amore, cadiamo nella morsa della paura.I bambini cercano naturalmente di proteggersi dal dolore di un amore inadeguato meglio che possono. Imparano a separarsi e a star lontano da ciò che provoca loro dolore contraendosi o chiudendosi in se stessi. In termini tecnici questo si chiama dissociazione.

La dissociazione è un modo per allontanarsi dal dolore, dalla nostra sensibilità, dal nostro bisogno d’amore, dal nostro risentimento e dalla rabbia di non avere abbastanza. Questa è una delle strategia di difesa più semplici ed efficaci del repertorio infantile. Tuttavia ha un importante effetto collaterale, ossia riduce o chiude l’accesso a due aree principali del nostro corpo: il centro vitale nella pancia – la fonte dell’energia del desiderio, dell’eros, della potenza vitale e della conoscenza istintiva – e il centro del cuore dove rispondiamo all’amore. John Welwood

© www.nicolettacinotti.net dalla Rubrica “Addomesticare pensieri selvatici”

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