Avere fiducia in ciò che accade non è uno slogan. Piuttosto è una misura della nostra disponibilità a darci credito. Una misura della nostra disponibilità a investire su di noi e sulle nostre potenzialità senza anticipare gli eventi e senza procrastinarli. La fiducia ha due nemici: l’anticipare e il procrastinare.

Quando anticipiamo le cose lo facciamo perché non abbiamo la fiducia di aspettare che maturino o di rispettare il tempo dell’altro. Aspettare vorrebbe dire scoraggiarci e allora, per non scoraggiarci, facciamo uno, due, tre passi avanti rispetto a dove siamo davvero. Facciamo il passo più lungo della nostra gamba per paura che il nostro procedere non sia adeguato.

Quando procrastiniamo cerchiamo invece di imporre i nostri tempi, la nostra volontà, come se fossimo il centro delle cose. Il regista di tutte le azioni. In realtà dietro il procrastinare dichiariamo – implicitamente – la nostra ansia del fallimento, la nostra paura dell’imperfezione. E la nostra infedeltà al matrimonio con il tempo. Quello che ci fa passare un’intera vita ad aspettare il momento giusto. Un momento giusto che rischia di arrivare troppo tardi.

La fiducia ha bisogno della nostra pazienza – perché non tutto accade quando vogliamo noi – del nostro coraggio e della nostra voglia di giocare. Perché sbagliare non significa che non meritiamo fiducia. Significa che stiamo imparando. E imparare non è un compito ma un gioco che nutre il nostro interesse e la nostra curiosità per la vita. E se siamo disponibili ad imparare siamo – senza condizioni – meritevoli di fiducia.

È molto meglio fidarti della tua intuizione e della tua autorità, anche se puoi fare degli “sbagli”, piuttosto che cercare sempre una guida fuori di te.(…) Praticando la consapevolezza pratichi anche una assunzione di responsabilità, la responsabilità di essere te stesso e di imparare ad ascoltarti e ad avere fiducia nel tuo essere. Più coltivi questa fiducia nel tuo proprio essere, più troverai facile aver fiducia anche negli altri e contattare la loro bontà di fondo. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2016 Le radici della felicità

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