Anni fa mi sono trovata nella necessità di cercare una casa. Dovevo lasciare un luogo molto bello dove vivevamo grazie ad un benefit aziendale e temevo che nessun altro posto mi sarebbe sembrato casa. Temevo che la bellezza di quel luogo mi avesse irrimediabilmente viziata. Così, per circa due anni, abbiamo passato in rassegna un sacco di appartamenti, con un misto di curiosità, divertimento, preoccupazione.

Alla fine, una mattina, mio marito mi chiama e mi dice “è lei…secondo me l’abbiamo trovata.” La prima impressione era negativa: brutte scale, brutta facciata, 4 piani senza ascensore. Ho pensato che forse era stanco di girare per agenzie. Poi sono entrata, dentro un’altra rampa di scale. Giusto per arrivare in Paradiso, ho pensato ironicamente dentro di me, immaginandomi le conseguenze cardiovascolari a lunga scadenza. Invece era proprio lei. Non perchè fosse perfetta ma perchè, entrando dentro, ho capito che quello era un posto in cui potevo stare, potevamo stare.

Ecco questa stessa sensazione è quella che per me definisce la meditazione: la sensazione di essere tornata a casa. Magari ho vagato per i primi 10 minuti, persa nell’iperspazio di qualche teoria, poi la calma determinazione che mi invita a tornare al respiro mi permette anche di riacquistare quella sensazione tanto amata di essere a casa, padrona della geografia di casa. A volte turbolenta, a volte ampia e serena. In fondo non faccio altro che meditare per riacciuffare quella sensazione che, a volte, dura pochi attimi. In quel momento l’aver vagato, l’aver attraversato irrequietezza e torpore sono solo le tappe del viaggio che rendono ancora più bello l’arrivo. Conoscersi è essere sempre a casa: nei momenti buoni come in quelli cattivi.

Qualche giorno fa una persona che sta incontrando una malattia mi ha detto “Stranamente ho avuto più momenti di felicità da quando sono malata che prima”. Perchè spesso, per deciderci a tornare a casa, ci vuole un segnale forte. Ci sembra che, vagando, rincorrendo gli altri, cercando di farli felici per essere felici le cose saranno più facili. Non è così. Non è mai così. L’avrei abbracciata: non l’ho fatto però lo sguardo che ci siamo scambiate ha detto ad entrambe che avevamo capito. E che lì, in quella geografia, si può imparare a stare.

Possiamo viaggiare a lungo e fare moltissime cose ma la nostra felicità più profonda non nasce dall’accumulo di nuove esperienze. Nasce dal lasciar andare quello che è superfluo e sapere che saremo sempre a casa. Sharon Salzberg

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2018 Il protocollo MBSR

Foto di © Sara Coratella

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!