Spesso arrivo a pensare che nelle nostre difese e nei nostri pensieri c’è un grande livello di complicazione. Succede qualcosa di doloroso ma quel dolore è niente rispetto alla complicazione che si genera nel momento in cui cominciamo a rispondere.

Questo livello di complicazione mi sorprende sempre perché – quando ci siamo dentro – non ci sembra affatto di complicare le cose ma piuttosto di lavorare per trovare delle soluzioni. Solo chi ci guarda dall’esterno nota la complicazione: chi ci si trova dentro è convinto di muoversi nella giusta direzione per risolvere.

Così arrivo a considerare che prendere un po’ di distanza sia una buona prospettiva per comprendere.

Il secondo passo in genere è quello di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, cioè costruire una solida difesa per proteggerci dalla ripetizione del problema. In genere la difesa si riconosce perché è durezza. E quando induriamo il cuore, inevitabilmente, comincia la guerra. Non è detto che inizi con la persona che riteniamo responsabile. Anzi, spesso scegliamo un nemico a caso che ha solo la sfortuna di assomigliare in  qualcosa al nemico originario.

Così arrivo a considerare che ammorbidire sia una buona azione, che aiuta a non entrare a guerra e a non scegliere nemici a caso.

Il terzo passo in genere è domandarsi dove dobbiamo andare dopo quello che è successo. Spesso questo è il momento delle fantasie più grandiose: dalla fuga ai Caraibi al cambio di lavoro, fidanzato, casa e così via. Tutte cose con una discreta quota di irrealizzabilità che accrescono il senso di impotenza e fallimento.

Così arrivo alla partenza di tutte le istruzioni di pratica: sto con la contrattura iniziale e cerco di non avvitarmi.

Dobbiamo essere abbastanza coraggiosi da ammorbidire ciò che è rigido, da trovare il cuore tenero e dimorarci. Dobbiamo avere quel coraggio e quel senso di responsabilità. Questo è il guerriero spirituale. Questa è la vera pratica della pace. Pema Chodron

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

la guerra inizia quando induriamo il cuore

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©enza bianchimani

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