Capita molto spesso che il processo di apprendimento non sia un percorso lineare. A volte ci sentiamo procedere spediti, pronti a lasciar andare vecchie risposte e vecchie abitudini. Altre volte ci sembra di essere in un gioco in cui torniamo continuamente indietro.

Questo vacillare viene spesso interpretato come una stagnazione e può produrre scoraggiamento e demoralizzazione. L’apprendimento non è un processo lineare in continua ascesa. Forse questa idea nasce dalle nostre esperienze scolastiche ma in realtà, anche in quel caso, molto di ciò che abbiamo imparato da studenti si è cancellato, rimanendo vivide solo alcune aree di apprendimento.

Di fatto questo è quello che accade: all’inizio il campo di consapevolezza è più esteso e poi si focalizza in un’area. Per questo impariamo con un movimento a spirale, più che con una linea retta ascendente. Torniamo più volte allo stesso punto per approfondire e cogliere da un’altra prospettiva, lo stesso argomento.

Accogliere questo ritorno con la scoraggiamento è come avere paura della profondità. La ripetizione – infatti – è un invito a comprendere aspetti che non abbiamo visto, sfumature che non abbiamo percepito, è una declinazione della legge della profondità. Non comprendiamo mai noi stessi in un unico momento ma ci sveliamo giorno dopo giorno, in un crescere di comprensione e saggezza. Siamo come sub, che per risalire devono compensare e non correre verso la superficie.

La ripetizione non è un segno di nevrosi ma di ricerca. È battere alla porta perché venga compreso ciò che c’è da comprendere. Così, ogni volta che ci ritroviamo di fronte a quello che sembra essere “il solito problema”, “la solita cosa”, perché non dargli il benvenuto e chiedergli cosa ci siamo dimenticati di vedere? Imparare non è solo la gioia del risultato ma la ricchezza del processo con le sue pause, ripetizioni, piccole soste.

Forse quello che davvero ci disturba di più nella ripetizione è l’idea che ci conduca a vedere i nostri limiti mentre vorremmo vedere solo le nostre opportunità future.

La visione della vetta non basta a giustificare uno sforzo totale e disperato per scalare il precipizio. Alexander Lowen

Pratica del giorno:La meditazione del lago

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©PegaPPP

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