Può sembrare molto strano sentir parlare di memoria del futuro. Come se la memoria fosse solo riferita al nostro passato. In realtà non è così, entrambe – memoria del passato e memoria  del futuro – contribuiscono a dare un senso di continuità al nostro sé. Una continuità che nasce dalla consapevolezza di chi eravamo e dal protendersi verso chi saremo. Il dialogo amoroso tra queste due memorie restituisce una piena capacità espressiva: non siamo più chi eravamo ma impariamo da chi siamo stati e da questo apprendimento nasce la possibilità di esprimerci e di crescere.

Ansia e depressione, oppure malattie fisiche, gettano inquietudine sulla nostra memoria del futuro e così non sappiamo più che direzione dare alla nostra vita. Temiamo quello che può accadere, incerti su di noi. Eppure tutti da bambini abbiamo sognato: abbiamo sognato il nostro futuro e abbiamo giocato immaginando cosa saremmo stati. Quella mente del principiante è ciò di cui abbiamo bisogno per riprendere un amorevole dialogo con la nostra memoria del futuro. Perché essere è anche diventare.

La nostra tendenza è di interessarci a qualcosa che cresce nel giardino, non nella nuda terra in se stessa. Ma se vuoi avere un buon raccolto, la cosa più importante è rendere il terreno fertile e coltivarlo bene. Shunryu Suzuki

Pratica di mindfulness: La memoria del futuro. Meditazione live

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale Foto di © luce_eee

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