la misura esattaFacciamo molto per costruire la nostra identità e alla nostra identità siamo disponibili a sacrificare moltissimo del nostro tempo e delle  nostre energie.

Non possiamo però dimenticare il nostro senso di appartenenza al mondo, agli uomini, alle cose. Siamo creature che si nutrono nell’appartenere a qualcosa e a qualcuno. Infiniti legami, reali e virtuali.

Quando sentiamo di appartenere, i nostri confini – il nostro stesso senso di identità – si espandono e ammorbidiscono. In quel momento sperimentiamo uno stato di coscienza che è condiviso con altri. Apparteniamo al mondo e in questa appartenenza il mondo ci chiama ad altre relazioni, contatti che ci riconoscono e che ci parlano, allargando così le nostre prospettive. Costruiamo il nostro senso d’identità su misure piccole quando non includiamo tutto ciò a cui apparteniamo. Se includiamo questi legami la misura esatta della nostra identità è l’infinito.

E’ in questa rete di micro e macro appartenenze che possiamo costruire un’immagine davvero viva e vitale di noi stessi.

Tutto il resto non siamo noi ma è l’inevitabile alternarsi di stati mentali che solidifichiamo troppo presto in un “me”, “io”, “mio”.

La misura esatta è l’infinito. E il tintinnio delle cose. Qui. Chandra Livia Candiani

Pratica del giorno: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2015 Mindfulness e bioenergetica

Foto di ©Alex Currie

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