Potremmo credere che la nostra autocritica sia il vero problema della cronica mancanza di gentilezza nei nostri confronti. In fondo è facile pensarlo: avere un rimprovero interno sempre pronto ad accendersi non è certo qualcosa che invita alla gentilezza. Anzi. Invita alla correzione e, qualche volta, al perfezionismo.

L’autocritica però ha un interruttore interno più profondo e antico che è la nostra resistenza al cambiamento. Quando abbiamo organizzato le nostre difese l’abbiamo fatto con l’illusione che ci avrebbero protetto da qualsiasi dolore futuro. Non è una garanzia ma abbandoniamo con difficoltà quella promessa. Così facciamo il possibile per resistere, Che poi altro non è che dare forma – con dei comportamenti – al nostro desiderio che le cose siano diverse da come sono. I segnali della resistenza sono facili da riconoscere – tensione, distrazione, rimuginazione, mangiare troppo, lavorare troppo, essere sempre insoddisfatti, spiriti affamati di qualcosa che ancora non abbiamo – purtroppo non sono facili da sciogliere perché vanno molto d’accordo con la nostra convinzione che quei comportamenti – che ci fanno male – ci salvino da un dolore maggiore. È la nostra muta e silenziosa convinzione che se frustiamo il nostro cavallo, andrà più veloce.

Invece, a forza di frustarlo avremo un cavallo sempre più stanco e demotivato. Combattere la realtà non porta al cambiamento ma coltiva un sottile senso di impotenza. Forse potremmo gettare le armi. Forse potremmo decidere, finalmente, di partire da dove siamo per il nostro viaggio di cambiamento. E per partire da dove siamo il primo passo, è quello che evitiamo. Conoscere, riconoscere e nominare le cose così come sono: il selvaggio e il debole, frustrazione e fallimento, miseria e nobiltà. Nominarle è il primo passo: confortarle il secondo. Accettare qualcosa che è presente non è un optional: è un sano realismo.

La maggior parte della nostra sofferenza deriva dalla resistenza e la maggior parte della resistenza non è conscia ma si esprime attraverso quella moltitudine di piccole abitudini a cui ci aggrappiamo nella speranza che la nostra vita sia diversa da come è. Chris Germer, Kristin Neff

Pratica di mindfulness: Incontrare la resistenza (Disponibile dopo le 9 sul Canale Youtube)

© Nicoletta Cinotti Il mese della gentilezza

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