Anche se può sembrare strano non dovremmo rimuginare troppo sui nostri errori. Di fatto quando sbagliamo qualcosa la prima risposta è un sobbalzo e la seconda è incominciare a pensare a quello che abbiamo fatto e a quello che non avremmo dovuto fare. Succede perché entra in campo la più pestifera delle emozioni: la vergogna. Parlare della vergogna non è facile. Probabilmente la proviamo tutti ma cerchiamo di nasconderla. In genere proviamo vergogna quando qualcosa interrompe bruscamente una situazione piacevole (o una fantasia piacevole) e quindi la vergogna è successiva al senso di gioia ed eccitazione. Possiamo perdere entrambi o una sola delle due emozioni piacevoli. Di sicuro ci ritiriamo in un angolino del cuore e della mente.

Spesso l’ansia si accompagna alla vergogna e a volte è difficile distinguerle. Abbiamo più facilità a riconoscere di essere ansiosi che a riconoscere che è stata la vergogna per qualche errore del passato che ancora ci fa male e produce ansia. Può sembrare strano ma la cura per la vergogna è riconoscere di aver sbagliato. Sentire il dolore e il rimorso e avere uno spazio di conforto. Tre passi che, come anelli di una catena, ci aiutano ad uscire dalla tana della vergogna (È per questo che ieri ho messo il form di condivisione sugli errori: per fare il primo passo e sabato faremo il terzo) Non ci sono soluzioni che riparano gli errori passati se non quella di imparare da quello che è successo e non permettere che la vergogna paralizzi le nostre possibilità di apprendimento.

Il vero danno della vergogna è che paralizza la nostra curiosità: non ci ri-mettiamo in gioco e in questo modo finiamo per non darci la possibilità di avere un’esperienza diversa. Eppure sbagliare è l’unico modo che abbiamo per imparare. Sbagliare è la nobile arte dell’apprendimento.

La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta. Frase attribuita a Confucio

Pratica di mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire

© Nicoletta Cinotti 2021 Reparenting ourselves

Mindfulness e psicoterapia: formazione in reparenting

 

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