Sono una lettrice curiosa e onnivora. Ma soprattutto sono una ri-lettrice di saggi, romanzi e poesie. Ci sono libri che non ricordo più quante volte ho letto. È la stessa cosa che accade con la musica: ascoltiamo tantissime volte un pezzo che ci piace e ogni volta è un piacere nuovo.

Ogni tanto sento che devo fare un ripasso e così lo ricomincio da capo. Mi sembra sempre nuovo: non è un disturbo della memoria. È che io nel tempo sono cambiata e anche il libro lo è. Ad una prima lettura mostra il contenuto, alla seconda mostra le sfumature, alla terza la verità nascosta inizia a trapelare, e così via, fino a che diventa un vero e proprio tesoro al quale ritornare spesso per coltivare e nutrire l’anima e non solo la mente.

Anche un amico non mostra mai subito tutto. Ci sono aspetti che conosciamo con il tempo e quando il tempo si trasforma in intimità. Solo se passiamo molte volte nella stessa strada diventiamo intimi con i dettagli di luce, colore, con le sfumature e gli odori. Non fa tanta differenza se l’intimità riguarda una persona o un oggetto a strati come un libro. Perché tutto, al mondo, è a strati e questi strati si schiudono con lo scendere in profondità. Niente più dell’intrusione rompe l’intimità che chiede, invece, un entrare insieme e rimanere insieme nello stesso luogo. A volte quasi senza dire nulla. È proprio quando possiamo restare in silenzio insieme che sappiamo se siamo intimi. Se non lo siamo riempiremo quel silenzio di paranoia o rancore. Se invece siamo intimi quel silenzio darà profondità al legame.

Ci sono persone o pazienti che conosco da decenni e man mano che ci conosciamo rivelano strati di significato sempre più profondi. Verità sempre più grandi. Perché la verità richiede un ascolto lento, non arriva mai subito. Non arriva subito nelle diagnosi, non arriva subito nelle indagini. La lettura e l’ascolto immediato offrono una verità di superficie, più formale che sostanziale.

La verità profonda richiede l’attesa, lo schiudersi, la pazienza. Ma soprattutto richiede l’ascolto. Se non ascoltiamo non potrà arrivare nessuna verità e la noia non è altro che l’effetto di una mancanza di ascolto. Se ascoltiamo tutto è continuamente nuovo. Se non ascoltiamo tutto è continuamente uguale. È il nostro isolamento mentale che produce la noia. La mente del principiante non è qualcosa riservato agli inizi di una avventura. È qualcosa che ci aspetta in continuazione per poter arrivare alla verità. La mente del principiante non è altro che la mente di chi ascolta: una mente che non può trovare ripetizione perchè non c’è ripetizione ma strati diversi di profondità e novità. Non possiamo fare a meno della mente del principiante come non possiamo fare a meno di ascoltare. Se la perdiamo tutto diventa una routine senza sapore. E cambiare panorama sarà una soluzione di breve durata. Questo è il regalo della pratica: cogliere la novità nella ripetizione.

Una volta che il nostro cuore è ancorato al silenzio saremo in grado di ascoltare anche mentre parliamo. David Steindl Rast

Pratica di mindfulness: I suoni del silenzio Oppure la diretta FB delle 8

© Nicoletta Cinotti 2019 Serata di presentazione Protocollo MBSR: Genova, 15 Aprile alle 20

Photo by Alireza Attari on Unsplash

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