Ci sono delle qualità che ci sembra che facciano parte del carattere. Come il colore degli occhi o dei capelli le riteniamo innate e non modificabili, tanto che spesso diciamo che la persona è fatta così come se fosse una qualità stabile che non può cambiare: può solo peggiorare o  migliorare.

Io penso che ci siano, invece, qualità comuni a tutte le persone che in alcuni casi vengono coperte, nascoste o trattenute. Per via della paura.

La paura è un sentimento strano: è uno dei sentimenti a cui obbediamo più ciecamente anche se sappiamo quanto possa essere irrazionale. Sappiamo bene che la paura non coincide con il pericolo eppure se proviamo paura per qualcosa lo consideriamo anche pericoloso. In realtà a me capita spesso di non essere consapevole di essere in pericolo ( e quindi di non avere paura) e di avere paura quando non c’è nessun pericolo reale. E credo che capiti anche a voi.

Stranamente la paura si esercita anche su aspetti non tangibili. Non è solo la paura dei cani, o di guidare in autostrada. In quel caso sarebbe semplice. Possiamo aver paura anche della vita stessa e allora oscurare delle qualità perchè sono connesse all’apertura nei confronti della vita. La generosità è una qualità innata ma se abbiamo paura della vita la dobbiamo tenere a freno. Ci dobbiamo trattenere dall’essere generosi perchè pensiamo che la vita non lo sia con noi. Anzi a volte pensiamo che ci faccia proprio delle cose a dispetto e così sembra che non essere generosi sia, oltre che lecito, anche doveroso.

In realtà è paura di vivere: è quella sensazione strana e sottile di doversi difendere – non da un nemico tangibile – ma dalla vita stessa e dagli imprevedibili scherzi del destino.

E lo facciamo con i modi tradizionali con cui la paura si esprime: con l’evitamento, la distanza e il nascondersi. Evitiamo le situazioni in cui dovremmo esporci e ci teniamo lontani da quelle in cui proviamo paura. Purtroppo così inneschiamo un circolo vizioso in cui meno diamo e meno riceviamo rinforzando la sensazione iniziale che la vita non ci ami. È tutto un trucco della paura, che, come un abile giocatore di poker, vince con un bluff. E noi, che ci crediamo al sicuro siamo, invece, sconfitti da quel nemico invisibile che ci fa credere che amare sia pericoloso, Dare sia uno spreco. Esporsi un pericolo.

Hai mai visto un albero che si domanda quanti fiori e frutti dovrà fare? Io ho visto alberi con annate generose e altre scarse. La differenza non stava nella loro volontà di proteggersi ma in quell’amoroso dialogo con la realtà delle radici e del tempo

Di solito non si definisce la nevrosi come paura della vita ma è proprio questo che è: il nevrotico ha paura di aprire il proprio cuore all’amore, paura di scoprirsi o di farsi valere, paura di essere pienamente se stesso. Possiamo spiegare queste paure da un punto di vista psicologico: aprendo il proprio cuore all’amore si diventa vulnerabili alle ferite; scoprendosi ci si espone al rifiuto, facendosi valere si rischia di essere distrutti (…). essere più vivi e avere più sentimenti fa paura. (…) Vogliamo essere più vivi e sentire di più ma ne abbiamo paura. Alexander Lowen

Pratica del giorno: Protendersi

© Nicoletta Cinotti 2018 foto di ©finn-hackshaw-131930-unsplash

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