La paura è un sentimento strano, ingigantisce le percezioni, ci rende vulnerabili, blocca la capacità riflessiva. Per metterci al sicuro in realtà ci fa vivere come se la guerra fosse già iniziata, anche quando siamo in condizioni di relativa pace.

Ha tante sfumature: possiamo aver paura dei cani o di volare, dei ragni o di fare qualcosa di nuovo. Ma ci sono due paure che più di ogni altra battono il tempo e segnano il cuore delle nostre azioni: la paura di perdere e la paura di perderti.

La paura di perdere ci mette in competizione continua, con noi stessi e con gli altri. Ci fa correre sempre in cerca di una sicurezza che identifichiamo con il mantenimento dello stasus quo. Non vogliamo perdere niente di quello che abbiamo e per tenere tutto stretto non possiamo aggiungere nulla di nuovo. Una volta, un mio paziente che lamentava la sensazione di essere un giocoliere sempre sul punto di lasciar cadere qualcosa, mi disse che, per paura di perdere, prendeva più incarichi lavorativi di quelli che avrebbe potuto sostenere. Così era sicuro che, anche se avesse perso qualcosa, non avrebbe perso tutto. E viveva la sua giornata con una agenda ingombra di appuntamenti senza il tempo di vivere ( e senza il tempo per rispettarli tutti).

Se la paura di perdere ci fa fare salti mortali, la paura di perdere qualcuno che amiamo ci mette ancora di più nella condizione di essere schiavi di questa emozione. Per non perderti sono disposta a trasformare in sì quelli che sarebbero no. Per non perderti sono disposta ad andare oltre i miei limiti. Per non perderti sono disposta a perdere la padronanza della mia vita.

La paura di perderti è un’emozione che ci spinge al di là del nostro baricentro e ci proietta nella sfera dell’altro, che diventa la nostra forza di gravità. La paura di perderti è una lotta: non per tenere l’altro. Quello è solo un effetto collaterale. È una lotta per non incontrare il dolore dell’abbandono.

La sensazione di aver avuto il cuore spezzato si basa sulla convinzione che le cose dovrebbero andare solo in un certo modo: rimanere delusi è un modo per imparare che possono andare anche diversamente. Lodro Rinzler

Pratica di mindfulness: Ammorbidire il cuore

© Nicoletta Cinotti 2018 La cura del silenzio  Photo by Katherine Chase on Unsplash

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