Mio marito viene da una famiglia numerosa. Molto numerosa, Una famiglia un po’ nobile, un po’ folle come solo le famiglie “normali” sanno esserlo. Perché nessuna famiglia normale è veramente normale: nascondono tutte una vena di follia fatta di piccole abitudini, motti che non sono scritti sulla stemma ma nei comportamenti e altre varie amenità. Ma quella famiglia, composta da sei figli maschi e sei figlie femmine aveva una particolarità: tutti i maschi di quella famiglia sanno prendersi cura. Sanno cucinare, accudire, occuparsi delle sorelle. Hanno una luminosa femminilità, non rara negli uomini del Sud. Perché gli uomini del Sud possono essere molto materni e non solo macho.

Perché te lo racconto? Perché nella loro rumorosa e varia capacità di stare insieme mi hanno insegnato una cosa fondamentale: crescere è un movimento che va dal narcisismo alla compassione. Se rimaniamo centrati su di noi e incapaci di sporgerci oltre il balcone del nostro io possiamo diventare adulti ma rimaniamo dei Peter Pan. Questo rischio lo corrono di più persone che non si sono trovate nella condizione di dover essere generose. Se si nasce in una famiglia numerosa la generosità non è un optional ma una necessità. Una necessità tanto maggiore quando siamo in difficoltà.

Così oggi – che siamo in un bosco di divieti e restrizioni – abbiamo una grande occasione di crescita. Possiamo pensarci come una famiglia numerosa e andare al di là dei limiti e delle restrizioni con atti di gentilezza. Una telefonata d un vicino di casa. La spesa per chi è in difficoltà economica (molti supermercati hanno un carrello all’ingresso dove si può lasciare del cibo appena acquistato che verrà distribuito) un’offerta alla Caritas della tua città o ad un’altra associazione che si occupa di sostegno a persone in difficoltà potranno diventare ottimi regali di natale. Così, anche se saremo soli a Natale, avremo il senso di far parte di una grande famiglia: quella umana. E nella famiglia umana sia uomini che donne diventano adulti quando sono in grado di prendersi cura di un’altra persona. Diventiamo adulti quando sappiamo riconoscere e rispettare il nostro bisogno e il bisogno degli altri.

A Natale non cucinerò: acquisterò il cibo da asporto da un ristorante, come segno di solidarietà. E questo anno il 10% dei “guadagni mindfulness” è stato dato alla Caritas diocesana di Chiavari – Diocesi di Chiavari-Caritas diocesana IBAN IT65N 05034 31950 000000006386 Causale: Donazione Fondo Diocesana di Prossimità – perché conosco bene il buon uso che ne fanno e il numero di famiglie (numerose e a volte monoparentali) che hanno sostenuto non solo con la spesa ma anche con il pagamento delle bollette. Puoi vedere informazioni guardando sul sito le info su “Il fondo di prossimità”.
Per sostenere questo progetto offro una settimana di pratica gratuita dal 14 al 21 Dicembre. Sarà una settimana di pratica gratuita alle 8 dedicata a Meditazione e poesia. Se vuoi partecipare iscriviti su Zoom. Se vuoi ringraziarmi fai un’offerta alla Caritas Diocesana o ad altre associazioni benefiche.

Non lo faccio perché sono buona: lo faccio perché sono adulta.

La mente è naturalmente indisciplinata. Per questa ragione se vogliamo vivere con un senso di pace e di libertà è necessario averne padronanza. Meditazione e scrittura di Nicoletta Cinotti

Pratica del giorno: La pratica di gentilezza

© Nicoletta Cinotti 2020 Il protocollo di Mindfulness interpersonale

Photo by Simon Rae on Unsplash

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