Quando impariamo l’arte di perdere ci trasformiamo. Non siamo più perdenti ma persone in cammino che sanno che la strada che ci lasciamo alle spalle è quella che ci ha permesso di andare avanti. Incluso i passi falsi. Non ci sono davvero passi falsi se smettiamo di vergognarci dei nostri errori e delle nostre perdite. Sbagliamo per imparare e chi non accetta di sbagliare diminuisce la sua possibilità di imparare fino a rimanere bloccato nel proprio narcisismo. Quindi impariamo l’arte di sbagliare non provando vergogna per gli errori, riconoscendo che ogni errore è un’ottima possibilità di apprendimento.

Se c’è una cosa che non amo del mio lavoro è l’aspettativa che gli altri hanno sulla salute mentale degli psicologi. Nessuno chiede ad un medico di essere sano ma spesso chiediamo che un+ psicoterapeuta sia perfett*. Vorremmo che non conoscesse il dolore, la tristezza, la perdita. Pensiamo che solo la sua potenza possa curare e guarire la nostra impotenza. Non è così. Le persone che ho curato e sono state davvero meglio sono quelle che ho raccolto nello stesso luogo dove mi trovavo io. Sono quelle che mi hanno portato nello stesso luogo dove si trovavano loro: senza nessuna differenza tra noi se non che avevamo ruoli diversi nella stessa partita. Quelle che sono venute da me convinte che andare da un “grande” le avrebbe curate hanno sbagliato indirizzo. Alla porta c’ero io: normale, normalmente imperfetta. A volte triste e a volte allegra. Conosco le pieghe del dolore non perchè le ho studiate nei libri ma perchè le ho percorse a piedi nudi e ho smesso (quasi) di vergognarmi quando sbaglio. Non è una sbadataggine il mio sbagliare: è umanità. Non è la potenza dello psicoterapeuta che cura, gli psicoterapeuti potenti mi fanno paura perché sembrano sapere quello che nemmeno io so: vaticini e profezie. Può darsi che indovinino ma io vorrei lasciare il potere nelle mani delle persone che curo: ne avranno bisogno per uscire dai guai. Avranno bisogno del loro potere e non del mio. Far mostra di potere di fronte al dolore è solo perfetta vanità.

Sì, sono una persona imperfetta e vulnerabile, e qualche volta ho paura, ma questo non cambia il fatto che sono anche una persona coraggiosa e merito amore e appartenenza. Brené Brown

Pratica di mindfulness: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2021 Mindfulness ed emozioni. Laboratorio di mindfulness e bioenergetica

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