Parliamo spesso di resa e altrettanto spesso la confondiamo con perdita, rassegnazione o sconfitta. Non è questo il significato della parola resa così come vien inteso nella mindfulness e nella bioenergetica. La resa, in bioenergetica, è il cedere spontaneo delle tensioni corporee. Cedono perchè abbandoniamo, mentalmente, la posizione difensiva. Nella mindfulness la parola resa è relativa all’accettazione delle cose così come sono e di noi stessi così come siamo. È l’invito ad entrare in intimità con il presente; una intimità che è ridotta se siamo in una posizione difensiva. Non significa essere contenti dei propri problemi. Significa che, visto che ci sono, non facciamo finta che non esistano. Prendiamo atto e li accogliamo per poter innescare, da questa accettazione, un reale cambiamento.

C’è un altro significato della parola resa che suscita confusione. È la resa che proviamo nell’amore. Quando siamo innamorati ci “arrendiamo nelle braccia dell’altro” e lasciamo che sia l’altra persona a dirigere il nostro umore, il nostro amore e la nostra vita. È una cosa che sembra una resa incondizionata all’amore in realtà è un ritorno di uno schema di dipendenza relazionale. Abbiamo sperimentato quanto era bello addormentarsi tra le braccia dei genitori, da bambini, e vorremmo tornare lì, anche adesso.

Peccato che non funzioni e che non possa proprio funzionare: non siamo più bambini. Non ci può essere qualcuno a cui affidarsi con totale fiducia come un neonato fa tra le braccia dei genitori (e anche con loro qualche problemino l’abbiamo avuto!)

La resa all’amore è interiore: è permettere che quell’emozione sia maestra e ci trasformi, dentro. È permetterci di sperimentare l’amore al di là delle nostre difese consuete, al di là della nostra diffidenza. È lasciare che l’amore circoli dentro di noi e ci permetta di entrare in relazione.

Poi nella relazione proveremo tutte le sfumature emotive: a volte ci sentiremo feriti, a volte ci sentiremo amati. A volte ci sentiremo compresi e a volte ci sentiremo soli: questo è perfettamente normale. Per quanto una persona ci ami, prima o poi ci ferirà. A quel punto potremo scegliere: ci arrendiamo all’amore che proviamo per lui/lei e comprendiamo cosa è successo o iniziamo ad andarcene? Ci lamentiamo perchè non ha saputo amarci o riconosciamo che non abbiamo saputo/potuto amarla?

Quando siamo in uno schema relazionale di dipendenza sono aperte due linee di azione. L’individuo assume una posizione passiva nella speranza che, essendo buono, possa ottenere riconoscimento e guadagnarsi l’amore. L’altra linea è quella della ribellione e della messa in atto della rabbia interiore. In alcuni casi osserviamo una oscillazione tra queste posizioni. Alexander Lowen

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del corpo

© Nicoletta Cinotti 2018 Radical self expression

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