Quando ci muoviamo in un campo percettivo ristretto, siamo il centro delle cose. Tutta la nostra visione inizia e finisce da noi. E’ qualcosa di molto simile alla prospettiva da un punto di fuga, quella lezione di disegno in cui ci veniva chiesto di disegnare le cose prospetticamente rispetto ad un punto di osservazione. In realtà noi siamo molto più simili ai nodi di una rete. Influenziamo e veniamo influenzati dagli altri e i nostri dolori e affanni spesso sono ne più ne meno che i dolori e gli affanni degli altri.

Oggi proviamo a lasciare la visione prospettica ed entriamo in una mappa, in una rete, dove ogni punto è connesso con gli altri. Scopriamo e ricordiamoci quanto le nostre azioni sono risonanze di altri movimenti e quanto muoveranno altre cose e persone. In questo modo il nostro senso di importanza diminuirà ma si accrescerà la nostra libertà.

Pratica del giorno: La meditazione della montagna

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