La sento la mia vita, me la imparo,
fino al fegato adesso, fino al fiele;
oh nera un tempo énorme senza chiaro,
fedele della notte più infedele.

Vuota il tuo sacco, su’, parla, poetessa:
Io fiorisco e mi sfoglio e rigermoglio
per dare la procura di me stessa
a chi non può o non vuole quel che voglio.

Dicevo: Amore mio, vorrei annegare
nell’acqua chiara dei tuoi occhi chiari,
finire finalmente di aspettare
un giorno dei miei cari giorni chiari.

Lui o un altro che differenza fa
se poi ho da sentirmi sempre sola?
Sola con la mia morbilità…
se esistesse questa bella parola…

Per me dentro di me oltre la mente
il suo corpo su me come una coltre
ma oltre il corpo in me furiosamente
in me fuori di me oltre per oltre…

Guarda guarda, Patrizia la superba
ammette che la mente non è tutto.
Come erba, più umile dell’erba
mi prema lui, mi falci lui mio tutto.

Osceno e sacro l’amore délibéra
stessa sede per se e per gli escrementi.
Se non mi legni io non sarò mai libéra,
né casta mai se tu non mi violenti.

Ma l’estasi, ma l’io senza più io?
Da quanti anni ormai chiedevo ai cieli
un cuore perpendicolare al mio
e arrivavano tutti paralleli.

E anche con lui era come masturbarmi,
mai matura, s-centrata e senza centra.
Di grazia, gli chiedevo, vuoi insegnarmi
a venire assieme a te con te dentro?

Oh, l’inutilità di questi affanni
la conosco a memoria, inutilmente;
e nel peso degli utili e dei danni
connetto notte a notte e niente a niente.

E il vento passa e passa no le stelle
e io passo in rassegna le mie rogne.
Perché mi è tanto cara fa mia pelle?
Passano mosche sopra le carogne.

Ha preso questi scogli per un porto:
ha detto che con me vuole morire…
Lui crede ancora che ci sia un rapporto
tra ciò che soffre e ciò che fa soffrire.

Mi toccherà anche fargli da mangiare
e chissà quanto mangia, quel maiale!
Le stelle se ne vanno, addïo! mie care.
Gli occhi vi seguono fino a far male.

Vero, non voglio più chi non mi vuole.
Né chi mi vuole troppo: è un oppressore.
Voglio semplicemente le parole,
sono loro il mio solo grande amore.

lo sono sempre stata come sono
anche quando non ero come sono
e non saprà nessuno come sono
perché non sono solo come sono.

Perdonati, Patrizia e rendi grazie
del giorno che ogni giorno ti dà in dono,
per la luce del giorno rendi grazie,
per il tuo buîo datti il tuo perdono.

Di quel poco che resta di quel fuoco
resta l’amore quando non si fa
che soffre troppo del suo troppo poco,
però profuma di felicità.

lo mi arrendo, congedo i miei soldati,
la mia legione di sogni e di versi.
Andate e combattete disarmati,
vincete in verità, miei sogni in versi.

Patrizia Valduga

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!