A volte uso una metafora, per raccontare la storia di una relazione. la metafora del gomitolo. Non a tutti piace perché non sempre ha un lieto fine. Però, se pensiamo al gomitolo per tempo, può avere un fine lietissimo.

Ogni relazione è come un gomitolo: quando condividiamo qualcosa insieme filiamo del nuovo filo di questo gomitolo. Condividere non vuol dire necessariamente passare un momento felice. A volte, come sappiamo, condividere una difficoltà è un grande costruttore di legame e fa crescere moltissimo l’ampiezza del nostro gomitolo. Un gomitolo che cresce nel piacere, nella gioia condivisa, nel fare qualcosa insieme.

Poi ci sono le liti: alcune sono poco più che acquazzoni ma quelle intense scuotono le fondamenta e tagliano un pezzo di filo. Riducono le dimensioni del nostro gomitolo, Lo rimpiccioliscono ma rimane sempre possibile tessere del nuovo filo, far crescere e rafforzare il filo che abbiamo tessuto. Accade così in tutte le relazioni. Se siamo persone calorose abbiamo tanti gomitoli. Se siamo riservati ne abbiamo meno ma magari più grandi e colorati.

Dobbiamo fare attenzione alle liti che tagliano tanto filo: sono quelle che fanno sentire umiliati, che feriscono l’orgoglio e la dignità. Quelle che spaventano. Dobbiamo fare attenzione perché, in una sola lite, possiamo perdere tantissimo filo. Oppure ci sono modi che fanno tagliare, ogni giorno, un pezzetto, che non viene ri-tessuto. Magari lo perdiamo senza nemmeno accorgercene. Allora, improvvisamente, ci ritroviamo senza più gomitolo. E a quel punto è difficile risolvere, ricostruire, correre ai ripari. È difficile sapere quando abbiamo perso il filo e senza quel filo non riusciamo ad uscire dal labirinto nel quale ci siamo infilati.

Così, per Natale, facciamo attenzione ai nostri gomitoli: e regaliamo tanto filo. Quello che si tesse facendo le cose insieme. Nessun oggetto, per quanto bello e costoso, tesse nuovo filo in maniera duratura. L’intimità invece ne tesse tantissimo e lo rende solido e duraturo.

Quando avvertiamo la presenza di qualcosa di vecchio e distruttivo, che sia nel tono della voce, nello sguardo, nell’espressione del viso o nelle nostre parole, abbiamo l’opportunità di fare una scelta importante. Possiamo scegliere se andare avanti con il nostro comportamento abituale, a volte automatico e crudele, eppure familiare perché ci siamo cresciuti dentro, oppure fermarci e cercare di vedere più chiaramente dietro la nostra intensa reazione di quel momento. Myla Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: Meditazione sul Lasciar andare

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©Ciccio Pizzettaro

 

 

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